Champions, che impresa l’Inter a Monaco

L'urlo di Pandev dopo il gol-vittoria

L'urlo di Pandev dopo il gol-vittoria

Tra speranze e paure la squadra di Moratti era volata a Monaco di Baviera per giocarsi le sue carte a viso aperto, tentando di strappare quella qualificazione che sembrava ormai del Bayern.

E ancor di più pareva in mani tedesche alla fine del primo tempo, quando le squadre sono rientrate negli spogliatoi sul punteggio di 2 a 1 per i padroni di casa.

E dire che Eto’o aveva aperto le danze con il suo gol a pochi minuti dal fischio d’inzio. Peccato poi che Julio Cesar mandi tutto a monte con la papera che spalanca le porte del pareggio a Gomez.

E il due a uno messo a segno da Muller sembrava condannare i nerazzurri. Nerazzurri che però hanno avuto il merito di crederci fino in fondo, malgrado la loro spinta forsennata fosse dettata più dal cuore che dalla mente.

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Champions, l’Inter strapazza il Werder Brema

Eto'o ha realizzato una tripletta

Eto'o ha realizzato una tripletta

Le molte assenze tra le fila nerazzurre facevano temere il peggio per questa importante gara di Champions League. Il Werder Brema rappresentava probabilmente lo scoglio più arduo nel pur difficile girone dell’Inter.

Ma i presenti non hanno fatto rimpiangere i compagni seduti in tribuna. Guidati da un irresistibile Eto’o, Snejider e compagni hanno strapazzato i tedeschi rimandandoli a casa con un sonante quattro a zero.

Grandissimo mattatore della serata il Re Leone camerunense, che con una tripletta è stato determinante per la vittoria dell’Inter.

I giovani Biabiany e Coutinho hanno ben supportato Eto’o, e il talento olandese non ha mancato di mettere la sua firma su questa vittoria.

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Olanda in finale, il sogno mondiale continua

Van Bronckhorst, sinistro micidiale

Van Bronckhorst, sinistro micidiale

Questa volta è andata come previsto: nella sfida tra le due grandi outsider di questo campionato del Mondo, ha vinto la favorita.

Ha vinto grazie ad un immenso Snejider, che trascina i suoi nel momento peggiore della partita, quando la Celeste di Tabarez ci credeva e il risultato era ancora in pareggio.

Due missili da distanze siderali avevano aperto i giochi: prima Van Bronckhorst di sinistro, poi Forlan di destro. I due capitani.

All’inizio della ripresa l’Uruguay spinge molto e bene, e sfiora anche il vantaggio. Poi ci pensa Snejider, alla fine chiude i conti Robben con un preciso colpo di testa.

Minuti finali da brivido dopo il gol di Maxi Pereira al novantesimo, minuti finali che diventano 6 a dispetto dei 3 inizialmente concessi dall’arbitro.

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Miracolo Olanda, il Brasile è fuori

Felipe Melo disastroso come sempre

Felipe Melo disastroso come sempre

I bookmakers non quotavano la partita come se fosse stata un Brasile – Isole Far Oer, ma per l’opinione pubblica era qualcosa di molto simile.

La nazionale verdeoro di Dunga sembrava ormai destinata a disputare l’ennesima finale mondiale della sua storia, ostacolata solo da quest’Olanda poco stellare e da un Uruguay, futura avversaria, facilmente superabile.

E invece gli oranje hanno cambiato il corso della storia, vincendo meritatamente una partita conquistata gettando il cuore oltre l’ostacolo.

Bellissimo il gol di Robinho, che firma l’1 a 0 per il Brasile. Poi micidiale – per i suoi – l’autogol di Felipe Melo, che malgrado il cambio di maglia non poteva diventare ciò che non è.

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Olanda, due stelle illuminano il cielo

Snejider trascina l'Olanda

Snejider trascina l'Olanda

Sono stati grandi avversari e grandissimi protagonisti nella finale di Champions Legue, appena un paio di mesi or sono.

Uno con la maglia dell’Inter, l’altro con la maglia del Bayer Monaco. Ora sono fianco a fianco, entrambi con la maglia arancione dell’Olanda.

Snejider e Robben, due tra i più fulgidi talenti degli orange, hanno liquidato la pratica Slovacchia con una rete a testa.

A poco è servito il gol degli slovacchi di Vittiek – il castigatore degli azzurri – che al 49’ minuto del secondo tempo ha trasformato il rigore causato da un fallo del portiere olandese Stekelenburg.

Hamsik e compagni, comunque, escono a testa alta dal campionato del mondo. Porteranno sempre con loro la qualificazione agli ottavi e la storica vittoria con l’Italia.

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Campionato, là dove osa solo l’Inter

pandev_golO quasi. Nel giorno in cui i nerazzurri chiudono praticamente il campionato, ecco che la Roma si presenta come unica seria contendente al titolo, per quanto la distanza tra le prime due in classifica sia di ben otto punti.

Gli uomini di Mourinho strapazzano il Cagliari 3 a 0, per quanto i sardi possano effettivamente recriminare per un gol ingiustamente annullato a Matri. Malgrado ciò la corazzata dello Special One ha dimostrato di saper vincere anche senza Snejider, grazie soprattutto ad un Pandev in forma stellare.

E mentre il Milan non va oltre lo sterile pareggio di Bologna, la Roma soffre maledettamente contro la Fiorentina riuscendo a dare la zampata finale, con Vucinic, che le consente di portare a casa i tre punti e di scavalcare i rossoneri, benché questi ultimi abbiano una partita – proprio contro i viola –da recuperare.

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Coppa Italia, l’Inter è ai quarti

snejider_ciLa partita più bella è stata forse quella giocata nelle panchine. Da un lato Mourinho, tranquillo e disteso, mai in piedi, mai un’indicazione ai giocatori se non tramite il suo secondo. Dall’altro Serse Cosmi e la sua energia, il suo temperamento focoso, la sua determinazione.

Malgrado ciò alla fine ha vinto l’Inter, sicuramente meritando, alla quale è bastata una punizione dell’imbattibile Snejider per avere la meglio di questi ostici livornesi.

Quando l’olandese è in campo i nerazzurri vincono sempre. Che sia la chiave di volta della squadra o semplicemente un grande amuleto, difficile dirlo. Di certo è un gran giocatore, e il suo stato di forma è invidiabile.

Cosa che non si può dire di Suazo: probabilmente l’honduregno patisce la mancanza di continuità nel suo utilizzo.

I nerazzurri ora non devono fare altro che aspettare la prossima avversaria: Napoli o Juventus.