Oriundi si, oriundi no
In questo periodo di pausa per il campionato, a tenere banco è la squadra di Marcello Lippi. Lo scarso interesse verso gli azzurri è stato riacceso dalle parole di Pazzini, il quale si è dichiarato contrario ad un Amauri in nazionale.
Senza andare a sondare le motivazioni dell’attaccante sampdoriano – patriottiche o semplicemente egoistiche – l’opinione pubblica sembra essere d’accordo con la giovane punta.
A nostro parere non gli si può dar torto. La nazionale dovrebbe essere la massima espressione calcistica che un Paese riesce ad esprimere tramite i giocatori nati e cresciuti nella sua terra, senza nulla togliere a quelli coltivati calcisticamente in terra straniera – come ad esempio Giuseppe Rossi o Federico Macheda.
Ma ricorrere a calciatori che di italiano hanno appena un bisnonno e che sono giunti in Italia solo da calciatori professionisti, pur di rinforzare la rosa della nazionale, svilisce tutto il lavoro svolto dalle tantissime giovanili che popolano il Bel Paese, i sogni dei loro ragazzi e tutte quelle squadre che hanno il coraggio di lanciarli nel grande mondo del calcio.