Sampdoria, l’incubo si avvera: è retrocessione

Un disperato Palombo chiede scusa ai tifosi

Un disperato Palombo chiede scusa ai tifosi

Passare dalla Champions League alla retrocessione nel giro di una stagione? Si può. E’ quel che ha fatto la Sampdoria, a dispetto di qualunque pronostico si potesse fare ad inizio campionato.

Troppo pesanti le vicende di Cassano e Pazzini, sicuramente determinanti le loro partenze. Inconsistente l’apporto dato dai vari sostituti: Maccarone, Biabiany e Macheda.

Ma è stata tutta la squadra a crollare, trascinata nel vortice prima da Di Carlo e poi Cavasin, entrambi incapaci di dare identità e sicurezza ad un gruppo che è scivolato lentamente verso l’incubo.

Tra le mura amiche del Ferraris l’ultimo atto di questa tragedia sportiva. Il Palermo non fa sconti: Miccoli apre le danze, Pinilla le chiude dopo il momentaneo pareggio blucerchiato.

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Bari, la Serie B è ormai matematica

L'assenza di Barreto ha pesato

L'assenza di Barreto ha pesato

La travagliata stagione dei galletti pugliesi si è conclusa come tutti si aspettavano ormai da tempo. La sconfitta subìta al San Nicola, ad opera di una disperata Sampdoria, sancisce la definitiva retrocessione in Serie B dei pugliesi.

A nulla è servito il mercato riparatore di gennaio, a nulla è servito il cambio in panchina. Una compagine tutto sommato di un certo valore, che purtroppo ha patito sin troppi infortuni.

Barreto è stato fuori causa per gran parte della stagione, Almiron ha alternato lunghe presenze a lunghe assenze, in difesa non si è mai riusciti a trovare la quadratura del cerchio.

I vari Rudolf, Okaka e gli altri giunti in corsa non hanno potuto invertire un trend che già da qualche mese pareva immutabile.

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Per la Sampdoria è allarme rosso

Inutile il gol realizzato da Maccarone al Lecce

Inutile il gol realizzato da Maccarone al Lecce

L’andazzo è questo da settimane, ma forse pochi credevano veramente che i blucerchiati si sarebbero trovati in guai così seri.

La sconfitta casalinga subìta dagli uomini di Cavasin, tra l’altro ad opera di una direttissima concorrente come il Lecce, sancisce e certifica un finale di campionato a dir poco rovente per i liguri.

La situazione in classifica è, sportivamente parlando, drammatica. Con soli trentadue punti, la Sampdoria ha appena due lunghezze di vantaggio sul Brescia, penultimo, e soltanto una sul Cesena attualmente terz’ultimo.

Sarà quindi battaglia fino alla fine, ma la squadra di Garrone appare nel gruppo di coda quella psicologicamente più provata.

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La Sampdoria è in guai seri

Un compito difficile attende Cavasin

Un compito difficile attende Cavasin

Per il momento il cambio in panchina non è giovato ai blucerchiati. Troppo poco il tempo a disposizione di Cavasin, per tentare qualche nuova soluzione rispetto alla passata gestione di Di Carlo.

E la sconfitta a Catania, subita a causa di un prodigioso gol del centrocampista Llama, mette la Sampdoria in guai seri anche in classifica.

Quattro squadre sono ora raccolte nel giro di tre punti: dai ventotto del Lecce, attualmente terz’ultimo, ai miseri trentuno della squadra di Garrone, che certo non si aspettava di vedere i suoi lottare per la salvezza a nove giornate dal termine.

I liguri hanno grossissime difficoltà ad andare in rete, e gli innesti di Macheda, Maccarone e Biabiany non sono bastati a sopperire alle partenze di Cassano e Pazzini.

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Tre punti d’oro per il Lecce

Di Michele ha scardinato la difesa bianconera

Di Michele ha scardinato la difesa bianconera

Durante la settimana che ha preceduto la partita, De Canio avrà sicuramente fatto un pensierino allo stato claudicante della Juventus.

Ma di certo non poteva sperare di conquistare tre punti a mani basse, travolgendo i bianconeri rimasti in dieci dopo pochi minuti di gioco.

L’espulsione di Buffon – mani fuori area – è in minima parte frutto dell’istinto del portiere: meglio farsi fare una rete e poi giocarsela, piuttosto che lasciare la squadra in dieci per tutta la gara.

E’ in gran parte merito, invece, delle percussioni di Di Michele, ancora scattante malgrado l’età. Il rapido attaccante ha messo a dura prova la lenta difesa juventina, e i risultati si sono visti subito.

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Il Brescia batte il Parma e continua a sperare

Bega ha segnato contro il Parma

Bega ha segnato contro il Parma

Definirla una vittoria determinante è dir poco. I tre punti che le rondinelle conquistano in casa, ai danni del Parma, muovono sostanzialmente la classifica della compagine di Corioni.

In realtà la posizione dei bresciani è sempre la stessa: penultimi. Ma la ventesima giornata di campionato ha visto cadere Cesena, Bologna e Bari, senza contare i pareggi di Catania e Lecce.

Ecco perche la vittoria ottenuta la squadra guidata da Mario Beretta, agevolata dall’espulsione del ducale Paci e grazie alle reti di Bega e Diamanti, vale doppio.

I tre punti consentono ai lombardi di raggiunge quota 18 in classifica, a soli quattro punti da un gruppone sostanzioso che ancora non è riuscito ad uscire dal pantano della zona retrocessione.

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Maxi Lopez da ossigeno al Catania

Maxi Lopez è tornato al gol

Maxi Lopez è tornato al gol

Il bomber argentino ha smarrito il fiuto per il gol, in questa stagione. Ma per fortuna dei sicliani, l’attaccante è ancora capace di segnare reti molto importanti.

Come quella realizzata domenica scorsa contro il Brescia, davanti al pubblico amico del Massimino.

Una sforbiciata volante tanto apprezzabile quanto efficace, capace di spedire la palla in fondo alla rete e di regalare alla squadra di Giampaolo tre punti fondamentali contro una diretta concorrente per la salvezza.

Tre punti grazie ai quali gli etnei volano a quota ventuno, staccando nettamente la zona calda della classifica e incamerando così ben sei lunghezze di vantaggio sugli avversari di giornata e sulle altre compagini ferme a quindici punti.

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Zona retrocessione, la classifica si allunga

Ventura: il suo Bari è in difficoltà

Ventura: il suo Bari è in difficoltà

Dopo la diciassettesima giornata di campionato la lotta per la permanenza in Serie A inizia a prendere una fisionomia ben definita.

Il Bari, letteralmente falcidiato dagli infortuni, giace mestamente in ultima posizione con appena undici punti in cassa.

Poi abbiamo un tris di squadre appaiate a quindi punti: al momento sembrano le più accreditate a restare impantanate fino alla fine del torneo.

Si tratta di Lecce e Brescia, entrambe sconfitte domenica scorsa, e del Cesena. Quest’ultima è riuscita ad acciuffare le altre due compagini grazie alla preziosissima vittoria contro il Cagliari di Donadoni.

A quota diciannove – quindi già quattro punti di distacco – si trovano Parma e Fiorentina. Malgrado il loro claudicante avvio di campionato sembra improbabile che queste due formazioni, fornite anche di grandi talenti, rimangano a lungo così vicine alla zona retrocessione.

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Campionato, è bagarre in tutte le zone

Con Malesani il Siena è tornato a sperare

Con Malesani il Siena è tornato a sperare

Questa stagione non smette di stupire. Quasi tutti ritenevano l’Inter, mesi or sono, destinata a vincere lo scudetto senza alcuna difficoltà.

L’Europa sembrava alla portata di poche squadre, e nei bassifondi alcune compagini parevano già condannate mentre altre respiravano una boccata d’ossigeno fuori dalla zona retrocessione.

A nove giornate dalla fine, invece, è tutto in discussione. Inter e Milan sono separate da un solo punto, e anche la Roma si fa sotto, a soli quattro punti dalla vetta.

La Juventus continua a stentare, mentre Palermo e Sampdoria a stupire: la corsa per il quarto posto Champions è tutta da gustare.

La cura Malesani ha resuscitato il Siena, mentre il Livorno di Cosmi è sprofondato all’ultimo posto.

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Coppa Italia: la Roma ipoteca la finale

mexes_golMancano ancora due mesi, lungo periodo durante il quale può ragionevolmente succedere di tutto. Ma con il 2 a 0 casalingo di ieri sera, la Roma ha ipotecato una bella fetta di finale.

E basta un solo tempo agli uomini di Ranieri per mettere K.O. l’Udinese, che ancora una volta ha dimostrato tutti i limiti che questa stagione l’hanno costretta alla lotta per non retrocedere.

Dopo appena 12 minuti Vucinic viene pescato solo soletto da De Rossi: il montenegrino entra in area e supera agilmente Handanovic con un piattone sul primo palo.

Al 40° minuto è invece Pizarro, con una punizione vellutata, a trovare in area la testa dell’irruento Mexes, che di potenza insacca il raddoppio.

Nella ripresa manca la reazione degli uomini di De Biasi, che nella gara primaverile di ritorno dovranno anche fare a meno di D’Agostino, squalificato.

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