Champions, l’Inter saluta nel peggiore dei modi

Raul ha firmato il suo 72° gol in Champions League

Raul ha firmato il suo 72° gol in Champions League

Probabilmente nessuno ci credeva, ma come è giusto che sia sicuramente qualche tifoso ci sperava. Una bella impresa, uno 0 a 4 in casa dello Schalke04.

Invece niente di tutto ciò. Non solo l’Inter non vince con una goleada, ma anzi non vince proprio. I campioni del mondo cedono lo scettro di fronte ad un Raul ancora una volta incontenibile.

E’ proprio l’ex merengue a segnare la rete che mette definitivamente a tacere le – scarse – velleità dei nerazzurri. Inutile il gol di Thiago Motta, vanificato da Howedes che – imbeccato sempre dallo splendido Raul – batte imparabilmente Julio Cesar per la rete del definitivo 2 a 1.

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Champion League, il Real ipoteca il passaggio, lo United quasi

Adebayor festeggia dopo la doppietta

Adebayor festeggia dopo la doppietta

Mourinho ha forse deciso di conquistare la Coppa per il secondo anno di fila, ma con una squadra diversa. Intanto l’ha fatto capire al Tottenham, visto che i suoi hanno strapazzato gli inglesi tra le mura amiche del Santiago Bernabeu.

Per Van Der Vaart e compagni non c’è stata storia: Adebayor ha firmato una doppietta, poi Di Maria e Cristiano Ronaldo hanno chiuso definitivamente i conti.

Impossibile che la squadra di Redknapp riesca a battere le merengue per 5 a 0, seppur in terra d’Albione.

E in Inghilterra è stato bollente il derby tra il Chelsea e il Manchester United. Grazie a Rooney i Red Devils sono stati corsari, portando a casa un preziosissimo uno a zero allo Stamford Brigde.

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Inter, questa volta è un vero disastro

Leonardo guarda attonito la disfatta dei suoi

Leonardo guarda attonito la disfatta dei suoi

Non ci sono aggettivi sufficienti per descrivere in maniera efficace la disfatta sportiva cui l’Inter è andata incontro ieri sera.

Perché è lecito non passare i quarti di finale di Champions League, ma non è consentito farlo in maniera tanto tragicomica, men che meno davanti al proprio pubblico.

E sì che i nerazzurri erano partiti benissimo grazie alla rete di Stankovic. Poi il pareggio dei tedeschi, e il successivo raddoppio del ritrovato Milito.

Ma lo Schalke non ci sta, insiste, pressa, gioca meglio e trova il due a due con Edu, che di li a poco si scatenerà del tutto.

La ripresa infatti vede in scena l’atto principale della disfatta interista. Raul – andato anche a segno – e compagni dilagano, infilando l’incolpevole Julio Cesar a ripetizione.

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Champions, che impresa l’Inter a Monaco

L'urlo di Pandev dopo il gol-vittoria

L'urlo di Pandev dopo il gol-vittoria

Tra speranze e paure la squadra di Moratti era volata a Monaco di Baviera per giocarsi le sue carte a viso aperto, tentando di strappare quella qualificazione che sembrava ormai del Bayern.

E ancor di più pareva in mani tedesche alla fine del primo tempo, quando le squadre sono rientrate negli spogliatoi sul punteggio di 2 a 1 per i padroni di casa.

E dire che Eto’o aveva aperto le danze con il suo gol a pochi minuti dal fischio d’inzio. Peccato poi che Julio Cesar mandi tutto a monte con la papera che spalanca le porte del pareggio a Gomez.

E il due a uno messo a segno da Muller sembrava condannare i nerazzurri. Nerazzurri che però hanno avuto il merito di crederci fino in fondo, malgrado la loro spinta forsennata fosse dettata più dal cuore che dalla mente.

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Champions, che delusione per il Milan

Pato in azione contro il Tottenham

Pato in azione contro il Tottenham

Alla fine è stato determinante quell’unico gol realizzato nell’arco dei centottanta minuti, tra andata e ritorno.

Proprio quella rete di Crouch, che i rossoneri non sono riusciti a pareggiare nella fossa britannica del White Hart Lane, l’infuocata casa del Tottenham.

Eppure il Milan gioca bene, crea, sfiora il vantaggio soprattutto quando Robinho devia di testa a pochi passi dalla porta. Peccato che ci sia Gallas sulla linea a salvare il risultato.

Nel secondo tempo gli spurs tentano qualche affondo, ma il loro obiettivo è chiaro: difendersi fino alla fine.

Un bel catenaccio all’italiana, tanto criticato quando lo praticano le nostre squadre, che rischia di cedere nel finale quando prima Pato e poi ancora Robinho sfiorano il gol che avrebbe portato ai supplementari.

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Coppa Italia, la Roma espugna l’Olimpico juventino

Vucinic ha firmato un gol spettacolare

Vucinic ha firmato un gol spettacolare

Una classica del calcio italiano, questa volta proposta come gara di coppa, che non si è conclusa ai rigori come molte altre sfide interessanti che si sono viste nel torneo.

Bastano i tempi regolamentari, alla Roma, per eliminare una Juventus stanca, smarrita, opaca e soprattutto spuntata.

La gara è abbastanza noiosa, almeno fin quando Vucinic trova il colpo di precisione insaccando alle spalle dell’incolpevole Storari con un magnifico tiro a girare.

Questo dopo che il primo tempo non ha visto assolutamente nulla di interessante, con i giallorossi sornioni e i padroni di casa assolutamente inconcludenti in fase offensiva soprattutto grazie al “talento” di Amauri (lasciato negli spogliatoi durante l’intervallo).

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Coppa Italia, l’Inter piega il Napoli ai rigori

Lavezzi ha fallito il suo rigore

Lavezzi ha fallito il suo rigore

Continua il grande calcio in Coppa Italia. E altrimenti non poteva essere, vista la statura delle due compagini che si affrontavano al San Paolo.

In una cornice che ha pochi rivali in Italia, Napoli e Inter hanno disputato un bellissimo incontro che si è risolto solo dopo i calci di rigore.

Entrambe le squadre sono scese in campo con la formazione tipo o quasi. Il tridente partenopeo delle meraviglie non è riuscito a bucare la retroguardia nerazzurra, benché soprattutto in un frangente gli uomini di Leonardo si sono salvati in maniera rocambolesca.

Allo scadere dei tempi supplementari si va quindi ai rigori. I cinque interisti non sbagliano, nel Napoli invece spreca l’uomo più rappresentativo: Lavezzi.

Non si può crocifiggere un giocatore per un rigore sbagliato, e di certo i tifosi campani non lo faranno con il Pocho.

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Coppa Italia, il Palermo è in semifinale

Di Valiani l'errore fatale

Di Valiani l'errore fatale

Questa partita è l’ennesima prova che la Coppa Italia avrebbe ancora tanto spettacolo da offrire, se si nobilitasse la vittoria di questo trofeo con un posto in Champions League.

Palermo e Parma si sono affrontate a viso aperto, giocando e divertendo il pubblico per due ore piene. I novanta minuti regolamentari non sono sufficienti infatti per trovare un vincitore, e neanche ai supplementari il risultato si sblocca.

Ma le reti inviolate non devono trarre in inganno: le occasioni non sono mancate, e solo al bravura dei portieri e la leggera imprecisione degli attaccanti hanno condotto infine ai rigori.

Rigori fatali per i ducali, che sbagliano dal dischetto con il solo Valiani. Risponde il giovanissimo rosanero Martinez, paraguaiano che chiude i conti dagli undici metri e regala la semifinale al Palermo.

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Coppa Italia, il Milan elimina il Bari

Grande serata del giovane Merkel

Grande serata del giovane Merkel

Anche i rossoneri si aggiungono tra le otto squadre che si giocheranno i quarti di Coppa Italia, liquidando il Bari con un secco 3 a 0.

I pugliesi hanno tentato di far vedere qualcosa, mossi probabilmente dall’orgoglio ferito dalla posizione in campionato, ma i talenti rossoneri del reparto offensivo hanno rapidamente chiuso la questione.

Cassano, titolare dall’inizio, ha fatto vedere sprazzi di bel calcio. Fantantonio c’è, ma ha bisogno di minuti nelle gambe. Ibrahimovic apre al solito le danze, battendo il portiere Padelli.

Il raddoppio è opera del giovanissimo tedesco Merkel che, approfittando di una doppia svista dell’arbitro – fallo di Ibra e fuorigioco di Robinho – chiude i conti prima dell’intervallo.

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Il derby di Coppa va alla Roma, Lazio eliminata

Simplicio ha steso la Lazio

Simplicio ha steso la Lazio

Il derby della Capitale è sempre uno dei più sentiti d’Italia, e ancor di più lo sarà stato in questa occasione, dove oltre alla gloria cittadina era in palio il passaggio ai quarti di Coppa Italia.

Alla fine festeggia la Roma, che ha nuovamente trovato il suo uomo determinante nel brasiliano Fabio Simplicio.

Dopo il rapido botta e risposta dei primi minuti di gioco, quando le due compagini si sono portate sull’uno a uno grazie ai sacrosanti rigori trasformati da Borriello ed Hernanes, alla fine è stato il centrocampista di Ranieri a trovare il guizzo vincente che vale il derby e la qualificazione.

Ranieri che ha impostato una gara tatticamente assai sagace, con una squadra lenta e coperta nel primo tempo, durante il quale ha lasciato “sfogare” gli uomini di Reja, poi completamente stravolta all’inizio della ripresa con gli ingressi dei rapidi Vucinic e Menez.

La Lazio cede così il passo ai cugini giallorossi, che sul loro cammino incontreranno ora la Juventus per un’altra gara ad altissima tensione.

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