Milan, a Roma arriva lo Scudetto

I protagonisti del diciottesimo scudetto rossonero

I protagonisti del diciottesimo scudetto rossonero

Dopo trentasei giornate, il campionato ha finalmente un vincitore. Serviva l’ultimo punto al Milan di Allegri, e questo punto è arrivato grazie allo 0 a 0 conquistato dai rossoneri nel catino giallorosso dell’Olimpico di Roma.

Da almeno due turni la questione era definitivamente chiusa, ma i festeggiamenti possono ovviamente iniziare solo con la matematica certezza, giunta per i tifosi del Diavolo in una fresca sera di maggio.

La costanza è stata l’arma in più della società milanese che, pur avendo perso diversi scontri diretti, ha saputo conquistare ovunque punti importanti, mentre le rivali – Inter e Napoli – incappavano in quelli che sarebbero stati alla fine imprevisti determinanti.

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Juventus, con la Sampdoria solo un pareggio

Amauri ha sprecato sotto porta

Amauri ha sprecato sotto porta

E’ uno zero a zero che dice tutto. Dopo novanta minuti di gioco l’attuale squadra di Delneri e la ex squadra di Delneri si ritrovano con un punto per una, punto che probabilmente soddisfa solo i blucerchiati.

Le reti inviolate sono da un lato figlie degli infortunio di Pazzini e dallo scarso feeling che Macheda ha per ora con i compagni, dall’altra dei molti problemi offensivi che affliggono la Vecchia Signora.

L’assenza di Quagliarella è dannatamente pesante, Del Piero era febbricitante e Amauri ormai è solo un peso. Forse il mister bianconero dovrebbe insistere su qualche giovane primavera, che nella peggiore delle ipotesi correrebbe sicuramente più dell’immobile italo-brasiliano.

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Champions, Roma qualificata con brivido

Borriello determinante con la sua rete

Borriello determinante con la sua rete

Serviva un pareggio e pareggio è stato, contro i padroni di casa del Cluj. Striminzito, risicato, frutto di una partita giocata bene per un’ora e poi completamente mollata.

Il solito Borriello ha spianato la strada agli uomini di Ranieri: stop di petto appena fuori area, affondo e piattone sinistro preciso impossibile da deviare per il portiere dei rumeni.

Ancora bene Simplicio, uomo in più che il mister dei capitolini si è ritrovato tra le mani in un momento sicuramente cruciale della stagione.

Ma è una Roma che non convince, che è andata nella terra di Dracula proprio per ottenere quel pareggio indispensabile alla qualificazione.

L’importante è aver superato questo turno, è chiaro, ma per andare avanti in Champions League servirà sicuramente un’altra marcia.

La lite tra Totti e Burdisso, dopo il gol subìto, è indice di una tranquillità che ieri sera mancava e che i giallorossi devono assolutamente ritrovare per puntare a traguardi di una certa importanza.

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L’Italia sperimentale stenta e delude

SuperMario Balotelli non ha inciso

SuperMario Balotelli non ha inciso

Stampa e televisione non hanno risparmiato critiche alla Nazionale che, ieri sera, ha pareggiato 1 a 1 contro una modesta Romania.

E’ indubbiamente vero che il gioco è mancato per larghi tratti della gara, è anche vero che molti esordienti hanno in qualche modo deluso, ma… ci sono molti ma.

Per quanto fosse un’amichevole, l’esordio in Nazionale comunque non è cosa da poco. Prevedibile quindi che a qualcuno tremassero le gambe.

Quasi tutti i giocatori del primo tempo, poi, non hanno mai giocato insieme: non è cosa da poco, soprattutto tenendo conto che Prandelli ha avuto a disposizione appena un paio di giorni per farli conoscere vicendevolmente.

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Juventus – Roma, un pareggio che non fa male

Iaquinta e Totti, protagonisti della partita

Iaquinta e Totti, protagonisti della partita

Il big match di Torino non ha consentito a nessuna delle due squadre di fare grandi movimenti in classifica, eppure il punto che entrambe hanno portato a casa è decisamente prezioso.

Al di là della fuga di Milan e Lazio, le compagini di Ranieri e Delneri hanno mantenuto il contatto con i vertici della classifica.

I bianconeri, in particolare, hanno finalmente agganciato l’Inter dopo anni e anni di rincorsa. Scavalcare i nerazzurri sarebbe stato sublime, ma visto lo stato di forma degli uomini di Benitez, c’è sempre tempo.

Totti e compagni hanno avuto dal canto loro la conferma di essere sulla strada giusta. Ennesimo risultato utile consecutivo, ennesimo buon risultato contro una diretta concorrente alla qualificazione Champions.

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Champions League, il Milan pareggia ad Amsterdam

Brutta partita di Robinho

Brutta partita di Robinho

La squadra di Allegri è un cantiere a cielo aperto, e se un punto è stato conquistato contro l’Ajax lo si deve praticamente ad Ibrahimovic.

Il gioco latita – lo stesso Seedorf ha criticato i troppi lanci lunghi dei suoi – e se non ci fosse stato lo svedese il Milan sarebbe probabilmente in crisi nera.

Ma Ibra c’è e le cinque reti realizzate in sei partite lo dimostrano. Ancora smarrito Robinho, che a tu per tu con Stekelemburg si mangia il più facile dei gol.

Grandi meriti vanno ai lancieri olandesi, i quali hanno disputato un’ottima gara trovando anche il vantaggio iniziale con El Hamdauoi.

Data la trasferta difficile il Milan si può anche accontentare, ma è chiaro che per ambire a vittorie ben più importanti sarà necessario un deciso cambio di rotta.

Per il momento non resta che godersi la strepitosa forma di Ibramhimovic, aspettando il rientro di pedine importanti come Pato e Ambrosini.

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Europa League, delusione Juventus con il Lech Poznan

Chiellini, la doppietta non è bastata

Chiellini, la doppietta non è bastata

Così non va. Che sia campionato o coppa, la Vecchia Signora continua a far patire i suoi tifosi deludendo ogni aspettativa.

Dopo il 3 a 3 ottenuto contro la Sampdoria – tutto sommato risultato accettabile – Del Piero e compagni strappano a fatica lo stesso risultato contro i polacchi del Lech Poznan.

E dire che a pochi minuti dalla fine sembrava che si dovesse gioire per la grande reazione della Juventus. Sotto di due gol, si scatena prima con Chiellini – doppietta – e poi con il Capitano, che ribalta completamente il risultato del primo tempo.

Ma alla fine arriva il terzo gol – tripletta – dell’irresistibile Rudnevs, che da distanza siderale trafigge Mannigner con un missile terra-aria, fissando il risultato sul pareggio.

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Anche in Champions l’Inter non decolla

Milito: brutto momento per lui

Milito: brutto momento per lui

Doveva essere la partita del grande rilancio nerazzurro. Benitez aveva caricato i suoi, spronandoli alla grande per avere una prestazione che fugasse ogni dubbio.

Invece la serata magica è stata del Twente, mediocre squadra olandese che per la prima volta calcava i campi della Champions League.

I campioni d’Europa non sono andati oltre il pareggio, un 2 a 2 frutto di poco gioco, molte folate offensive e addirittura un autogol di Milito, fenomeno che ancora non è riuscito a ritrovarsi.

Quest’ennesima gara storta denota un netto cambiamento rispetto alla gestione Mourinho. I giocatori alla fine sono gli stessi – salvo qualche assente costretto in infermeria – ma la squadra sembra praticamente un’altra.

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Italia, anche contro la Nuova Zelanda non va

Iaquinta in gol su rigore

Iaquinta in gol su rigore

Malgrado tutte le grandi squadre del mondo faticassero contro le nazionali meno blasonate, eravamo pronti a sventolare le nostre bandiere gioendo per la qualificazione praticamente conquistata.

E invece nulla.

I sogni dei tifosi italiani si sono infranti contro il piccolo scoglio neozelandese, diventato enorme anche grazie alla prepotenza fisica dei nostri avversari.

Ancora una volta subiamo gol da calcio piazzato, ancora una volta pareggiamo una partita controllata dall’inizio alla fine eppure riacciuffata solo per il rotto della cuffia.

Gli azzurri ci mettono tanta volontà, tengono sempre il pallino del gioco, ma non tirano mai in porta se non con i centrocampisti – favolosa la prova di Montolivo, positiva quella di De Rossi – e soprattutto non sembrano lucidi come dovrebbero.

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Recupero, il Parma frena l’Inter

Mourinho e Balotelli

Mourinho e Balotelli

Data la situazione si può parlare di grande impresa. Anche perché gli uomini di Guidolin, dal 27’ del secondo tempo e sul punteggio di 1 a 1, hanno giocato in dieci per l’espulsione del centrocampista Valiani.

Dopo un primo tempo vivace che ha visto le folate dei nerazzurri infrangersi contro la compattezza dei ducali, i padroni di casa passano in vantaggio al 9’ della ripresa grazie a un ispirato Bojinov, che a pochi passi dalla porta conclude con un tocco determinante lo sviluppo di un calcio d’angolo.

L’illusione dura poco, perché dopo appena cinque minuti – sempre da calcio d’angolo – l’ormai solito Balotelli ci mette lo zampino: appena entrato risolve una mischia, regala il pareggio ai suoi e sempre come al solito non esulta.

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