L’Inter chiude in bellezza, la Coppa Italia è sua

La festa dei nerazzurri con la coppa al cielo

La festa dei nerazzurri con la coppa al cielo

Pronostico pienamente rispettato e minitriplete raggiunto dai nerazzurri, in una stagione piena di luce ed ombre ma alla fine tutt’altro che fallimentare. Supercoppa Italiana, Mondiale per Club e ora la Coppa Italia.

Primo titolo da allenatore per Leonardo, che a dispetto del punteggio finale se l’è vista molto brutta per gran parte del secondo tempo.

Straordinario ancora una volta Eto’o, autentico vincitore di questa finale con la sua determinante doppietta. I rosanero dal canto loro hanno poco o nulla da rimproverarsi: giusto l’imprecisione – o la sfortuna – sottoporta, fondamentale alla fine per l’assegnazione del trofeo.

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Sampdoria, l’incubo si avvera: è retrocessione

Un disperato Palombo chiede scusa ai tifosi

Un disperato Palombo chiede scusa ai tifosi

Passare dalla Champions League alla retrocessione nel giro di una stagione? Si può. E’ quel che ha fatto la Sampdoria, a dispetto di qualunque pronostico si potesse fare ad inizio campionato.

Troppo pesanti le vicende di Cassano e Pazzini, sicuramente determinanti le loro partenze. Inconsistente l’apporto dato dai vari sostituti: Maccarone, Biabiany e Macheda.

Ma è stata tutta la squadra a crollare, trascinata nel vortice prima da Di Carlo e poi Cavasin, entrambi incapaci di dare identità e sicurezza ad un gruppo che è scivolato lentamente verso l’incubo.

Tra le mura amiche del Ferraris l’ultimo atto di questa tragedia sportiva. Il Palermo non fa sconti: Miccoli apre le danze, Pinilla le chiude dopo il momentaneo pareggio blucerchiato.

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Coppa Italia, il Palermo è in finale

I rosanero esultano dopo la rete di Migliaccio

I rosanero esultano dopo la rete di Migliaccio

Ancora alle prese con i postumi dei festeggiamenti post scudetto, i tifosi del Milan erano probabilmente sicuri di andarsi a giocare la finale di Coppa Italia per puntare al “doble”.

C’hanno pensato Migliaccio e Bovo a riportare i rossoneri sulla terra, estromettendoli dal torneo grazie ad un gol a testa.

E’ stata proprio la testa di Migliaccio a portare in vantaggio i rosanero: corner dalla destra e pelata del giocatore che anticipa tutti e mette in rete. Il Milan non riesce a reagire e anzi va ancora sotto grazie al rigore di Bovo, atterrato in area da Van Bommel (espulso).

L’ingresso di Ibrahimovic scuote gli ospiti, ma ormai il Barbera ci crede. A nulla serve la rete dello svedese, a pochi secondi dal termine. Il sogno rossonero della doppietta svanisce in Sicilia.

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Coppa Italia, per il Palermo pari prezioso a Milano

La gioia dei rosanero dopo la rete di Hernandez

La gioia dei rosanero dopo la rete di Hernandez

Per come si erano messe le cose, i rosanero tornano in Sicilia con un mezzo rimpianto. Espugnare la fortezza rossonera di San Siro avrebbe dato agli uomini del ritrovato Delio Rossi molte possibilità di raggiungere la finale di Coppa.

Ma purtroppo per i tifosi isolani, ad un quarto d’ora dalla fine lo sconosciuto Emanuelson ha pescato il jolly dal cilindro, fissando il punteggio finale sul 2 a 2.

E si che per gli uomini di Allegri la partita era iniziata benissimo: Ibrahimovic ha infatti trovato la via della rete dopo una manciata di secondi, appoggiando di piatto e al volo un cross sfornato da Oddo.

Ma Pastore non si lascia intimorire e, sfruttando l’incerto Papastathopulos, ha rimesso i conti in pari battendo inesorabilmente Amelia.

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Catania, un derby che vale mezza salvezza

Bergessio ha firmato la rete del 2 - 0

Bergessio ha firmato la rete del 2 - 0

I tifosi del Palermo non ricorderanno quest’annata come una bella stagione. Troppe delusioni, culminate con la cocente sconfitta subìta al Massimino di Catania.

Un derby che resterà per sempre nella memoria dei tifosi rossoblu, che hanno visto la loro squadra strapazzare i rivali provenuti dall’altra parte dell’isola.

Un Catania che non è mai decollato veramente, in questo torneo, ma che comunque pian piano sta conquistando la salvezza.

Tre punti d’oro quelli di domenica, impreziositi dal quattro a zero sonante con il quale Maxi Lopez e compagni hanno liquidato la pratica rosanero.

Troppo incerta e confusa la guida di Cosmi – già esonerato – troppo grande la determinazione degli etnei: dopo lo sfortunato autogol di Balzaretti, ci pensano Bergessio, Ledesma e Pesce a chiudere definitivamente i conti nel giro di quarantacinque minuti.

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Il Palermo risorge con la prima della classe

Goian esulta dopo la rete del vantaggio

Goian esulta dopo la rete del vantaggio

Da troppe giornate i rosanero non conquistavano il bottino pieno, e l’avvicendamento in panchina tra Rossi e Cosmi non aveva ancora portato i frutti sperati.

Forse l’impetuoso nuovo tecnico del Palermo conservava le energie dei suoi per ottenere un risultato importantissimo tra le mura amiche, riaprendo al contempo il campionato.

Così, alle pendici del Monte Pellegrino e sostenuto dalla cornice del Barbera, il Palermo ha aggredito il Milan quel tanto che è bastato per arrivare al gol di Goian: dopo appena dieci minuti il gigantesco difensore trova infatti la via della rete, portando in vantaggio i suoi.

Per tutto il resto della gara i rossoneri hanno attaccato inutilmente la retroguardia siciliana, che è sempre riuscita a tenere il pallone abbastanza lontano dal bravo Sirigu.

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Il Palermo si affida a Serse Cosmi

Serse Cosmi con la sciarpa dei rosanero

Serse Cosmi con la sciarpa dei rosanero

La disfatta del Barbera ha lasciato un segno profondo nell’animo dei tifosi rosanero. Inevitabile che il presidente Zamparini – abituato tra l’altro ad esonerare allenatori – prendesse la decisione di cambiare il Mister della sua squadra.

Dopo il 7 a 0 subìto a causa della super-Udinese, il patron dei siciliani ha esonerato Delio Rossi e ha affidato la panchina ad un tecnico dotato di grande temperamento, proprio per dare una scossa a Miccoli e compagni.

E’ Serse Cosmi, personaggio assai noto nel mondo del calcio e, involontariamente, anche dello spettacolo proprio per la sua caratteristica verve.

Il compito della nuova guida del Palermo è di rimettere i rosanero in carreggiata. La strada si è fatta tortuosa, ma di certo la rosa a disposizione di Cosmi gli consentirà di lottare per qualcosa di importante – vedi qualificazione Europa League.

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Disastro Juventus, cade anche a Palermo

Ancora il solo Marchisio in gol

Ancora il solo Marchisio in gol

Non è servito il frettoloso e probabilmente poco progettato mercato di gennaio, per raddrizzare una stagione che sembra per la Juventus sempre più nero.

Non è bastato l’arrivo di Matri – comunque positivo e più volte vicino al gol – per risollevare le sorti di un attacco che non segna.

E non è stato sufficiente l’inserimento di Barzagli per tappare un buco, là dietro, apparentemente incolmabile.

Buffon recupera due volte la palla in fondo alla rete, nel primo tempo. Marchisio riapre i giochi, ma né la sorte né l’arbitro concedono ai bianconeri un pareggio decisamente meritato.

Due gli episodi davvero indiscutibilmente a sfavore di Delneri: un mani clamoroso in area di Bovo e una cintura evidentissima in area rosanero, ai danni di un bianconero.

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Coppa Italia, il Palermo è in semifinale

Di Valiani l'errore fatale

Di Valiani l'errore fatale

Questa partita è l’ennesima prova che la Coppa Italia avrebbe ancora tanto spettacolo da offrire, se si nobilitasse la vittoria di questo trofeo con un posto in Champions League.

Palermo e Parma si sono affrontate a viso aperto, giocando e divertendo il pubblico per due ore piene. I novanta minuti regolamentari non sono sufficienti infatti per trovare un vincitore, e neanche ai supplementari il risultato si sblocca.

Ma le reti inviolate non devono trarre in inganno: le occasioni non sono mancate, e solo al bravura dei portieri e la leggera imprecisione degli attaccanti hanno condotto infine ai rigori.

Rigori fatali per i ducali, che sbagliano dal dischetto con il solo Valiani. Risponde il giovanissimo rosanero Martinez, paraguaiano che chiude i conti dagli undici metri e regala la semifinale al Palermo.

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Coppa Italia: Palermo ai quarti, Chievo fuori

Miccoli ha trasformato il calcio di rigore

Miccoli ha trasformato il calcio di rigore

C’è da chiedersi sei i tifosi rosanero saranno stati contenti o meno di vedere il primo rigore (da molto tempo a questa parte) a favore della propria squadra assegnato in Coppa Italia piuttosto che in campionato.

Sono infatti passati mesi e mesi da quel dì, quando i rosanero beneficiarono l’ultima volta di un tiro dagli undici metri.

Comunque sia, il penalty di ieri – trasformato da Fabrizio Miccoli – è risultato determinante per superare un Chievo imbottito di seconde linee.

Non che Delio Rossi non abbia fatto turn – over: semplicemente la rosa del Palermo è assai più ampia rispetto a quella più modesta dei veneti.

Così, malgrado la superiorità in campo dei siciliani, solo un evidente rigore – giustamente concesso – ha spalancato alla compagine di Zamparini le porte dei quarti di finale.

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