Champions: la Fiorentina scippata in Germania

Per Kroldrup, autore del momentaneo pareggio

Per Kroldrup

Ogni volta che ci lamentiamo degli arbitri italiani – magari per quel rigore dubbio o per quel fuorigioco che c’era ma per appena venti centimetri – dovremmo ricordarci quello che succede in giro per l’Europa.

Perché se la mano che ha consentito alla Francia di battere il nostro Trap e la sua Irlanda si poteva (forse) non vedere, il fuorigioco di almeno due metri che ha regalato la vittoria al Bayern Monaco è semplicemente scandaloso.

La Fiorentina non può avere rimpianti. Il rigore che ha portato avanti i tedeschi è discutibile – ma come detto prima ci può stare – e i viola hanno dominato letteralmente tutta la gara.

Jovetic, Vargas e Marchionni hanno ubriacato i teutonici avversari, avvezzi alla birra ma non alla velocità dei toscani.

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Champions, il Milan sfiora il disastro

Rooney, e Nesta sullo sfondo

Rooney, e Nesta sullo sfondo

La sigla d’apertura della Champions League è la musica, secondo Galliani, capace di scatenare i diavoli rossoneri, più a loro agio in Europa che nel grigio campionato italiano.

Ed effettivamente gli uomini di Leonardo sono partiti con il piede giusto: arrembanti, reattivi, veloci; e dopo solo 3 minuti arriva il vantaggio grazie a Ronaldinho, in serata di grazia.

Per almeno mezz’ora il Milan domina il campo, sin quando si fa male anche Antonini, sostituito dallo stagionato Favalli. Ma mentre i rossoneri sono in dieci, Scholes trova il pareggio grazie ad una fortunosa deviazione di stinco.

Nella ripresa il Manchester passa in vantaggio grazie ad un incontenibile Rooney, che a distanza di pochi minuti firma il 3 a 1. Un risultato che se fosse rimasto invariato sino alla fine della gara avrebbe lasciato poche speranze.

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Rinascita Juventus… dicono…

del piero_doppProprio sull’orlo del baratro – o della resurrezione? – i bianconeri trovano l’orgoglio, il gioco e le energie necessarie per strapazzare il Napoli in Coppa Italia, salvando mister Ferrara da un esonero che, qualora fosse arrivata una sconfitta, comunque non sarebbe arrivato. Almeno secondo la società.

Diego ritrova sé stesso, Del Piero torna dopo mesi e mesi siglando una doppietta, la squadra gira. Il risultato finale ad onor del vero non rende giustizia ai napoletani: il 3 a 0 è troppo pesante rispetto alla prova offerta dai campani, per lungo tempo in campo con diverse riserve.

C’è chi vede in questa gara il punto di svolta per la Vecchia Signora. L’ambiente sembra aver riacquistato fiducia, e i detrattori di Ferrara sono di colpo diminuiti.

Basta davvero una partita andata bene a cancellare una stagione deludente? Evidentemente si. L’augurio di tutti gli juventini è comunque, ovviamente, che questo sia davvero l’inizio della risalita.

Coppa Italia, seconda parte: ultima spiaggia per Ferrara

Ferrara_copitaUn ottavo di finale come Juventus-Napoli ha già un grande significato di per sé. A questo aggiungiamoci la situazione calcisticamente drammatica del napoletanissimo allenatore bianconero, e si capisce subito come questa diventi una partita all’ultimo respiro.

Ferrara deve vincere, possibilmente anche con una buona prova malgrado le tante assenze che si registrano soprattutto a centrocampo. Mentre Hiddink è ormai alla porta.

Dall’altro lato, Mazzarri sta una meraviglia. Se stasera dovesse conquistare il passaggio del turno, la città partenopea impazzirebbe di gioia.

Sempre oggi Genoa e Catania si sfidano al Marassi per un altro posto nei quarti. Entrambe le squadre non godono di grande salute, ma tra le due è sicuramente la compagine siciliana quella che non può permettersi alcuna distrazione dal campionato.

Coppa Italia, l’Inter è ai quarti

snejider_ciLa partita più bella è stata forse quella giocata nelle panchine. Da un lato Mourinho, tranquillo e disteso, mai in piedi, mai un’indicazione ai giocatori se non tramite il suo secondo. Dall’altro Serse Cosmi e la sua energia, il suo temperamento focoso, la sua determinazione.

Malgrado ciò alla fine ha vinto l’Inter, sicuramente meritando, alla quale è bastata una punizione dell’imbattibile Snejider per avere la meglio di questi ostici livornesi.

Quando l’olandese è in campo i nerazzurri vincono sempre. Che sia la chiave di volta della squadra o semplicemente un grande amuleto, difficile dirlo. Di certo è un gran giocatore, e il suo stato di forma è invidiabile.

Cosa che non si può dire di Suazo: probabilmente l’honduregno patisce la mancanza di continuità nel suo utilizzo.

I nerazzurri ora non devono fare altro che aspettare la prossima avversaria: Napoli o Juventus.