Champions Legue, al Bernabeu lo spettacolo di Messi

Messi indica la via per la finale

Messi indica la via per la finale

Il derby di Spagna disputato in casa delle merengue termina con il netto trionfo dei balugrana, trascinati ancora una volta dal superbo Messi.

Una doppietta esterna che chiude quasi i conti per il passaggio alla finale, ma soprattutto fa esplodere la rabbia di un Real – e del suo allenatore – infuriato con l’arbitro.

Il Madrid, benché reo di aver disputato una gara tutta votata alla difesa, crolla solo dopo l’espulsione di Pepe. Gamba tesa e rosso diretto, considerato eccessivo da Mourinho e i suoi.

Comunque sia, negli ultimi venti minuti gli uomini di Guardiola concretizzano il netto predominio avuto nell’arco di tutta la gara, grazie ad un uno – due dell’inarrestabile Messi.

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Champion League, il Real ipoteca il passaggio, lo United quasi

Adebayor festeggia dopo la doppietta

Adebayor festeggia dopo la doppietta

Mourinho ha forse deciso di conquistare la Coppa per il secondo anno di fila, ma con una squadra diversa. Intanto l’ha fatto capire al Tottenham, visto che i suoi hanno strapazzato gli inglesi tra le mura amiche del Santiago Bernabeu.

Per Van Der Vaart e compagni non c’è stata storia: Adebayor ha firmato una doppietta, poi Di Maria e Cristiano Ronaldo hanno chiuso definitivamente i conti.

Impossibile che la squadra di Redknapp riesca a battere le merengue per 5 a 0, seppur in terra d’Albione.

E in Inghilterra è stato bollente il derby tra il Chelsea e il Manchester United. Grazie a Rooney i Red Devils sono stati corsari, portando a casa un preziosissimo uno a zero allo Stamford Brigde.

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Il derby di Spagna atroce per Mourinho

Mourinho ricorderà a lungo questa partita

Mourinho ricorderà a lungo questa partita

Da Special One a Special Five. Basta poco nel calcio per vedere il proprio soprannome riadattato a seconda dei risultati ottenuti.

Ma questa volta non siamo di fronte a “poco”. Il derby di Spagna, El Clasico come lo definiscono gli iberici, è stato a dir poco storico per i tifosi blaugrana e a dir poco drammatico per l’ex Special One.

Cinque a zero è un risultato clamoroso, la partita è stata incredibilmente spettacolare e magnificamente orchestrata dagli uomini di Sua Maestà Guardiola.

Messi e compagni hanno schiantato Cristiano Ronaldo e compagni. I due portoghesi delle merengue, figure tanto vincenti quanto poco simpatici, questa volta hanno masticato molto, molto amaro.

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Inter, in panchina c’è Benitez

Benitez, nuovo mister nerazzurro

Benitez, nuovo mister nerazzurro

Eguagliare Mourinho sarà praticamente impossibile, ma per non abbandonare la strada della vittoria il presidente Moratti non ha badato a spese.

Doveva essere il perno della rinascita juventina; invece sarà l’allenatore che siederà sulla panchina nerazzurra dalla prossima stagione.

Rafael Benitez, detto Rafa, è un allenatore spagnolo di stampo inglese. Dopo aver vinto due campionati con il Valencia si è trasferito oltremanica per guidare il Liverpool.

Liverpool che ha condotto, tra le altre cose, anche alla vittoria della Champions League nel 2005, battendo in finale il Milan dopo quella storica rimonta che tutti ricordano.

Un mister dalla caratura internazionale quindi, un tecnico europeo per una squadra formato multinazionale.

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Inter, è Champions

L'Inter è campione d'Europa

L'Inter è campione d'Europa

Molti interisti l’hanno vista per la prima volta. Altri l’hanno vista dopo quasi una vita. Altri, purtroppo, non sono arrivati in tempo a vederla.

Di certo, quella coppa tra le mani di un giocatore interista c’è tornata dopo 45 anni di delusioni e sacrifici, culminati quest’anno con la tripletta che l’Inter ha messo a segno grazie alla guida di Josè Mourinho.

Grazie alla doppietta di un super-Milito, sempre determinante nei momenti caldi e probabile vincitore del prossimo pallone d’oro, i nerazzurri schiantano un Bayern mai pericoloso che si è affidato unicamente alla sua stella Robben.

Ma le rare folate offensive dei tedeschi si sono infrante contro il muro interista, poi è stato El Principe a chiudere i conti con una rete per tempo.

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Scudetto, la festa è tutta nerazzurra

Il campionato è nerazzurro

Il campionato è nerazzurro

E’ finita. Una delle stagioni più avvincenti degli ultimi anni si è conclusa con la vittoria della squadra sicuramente più forte, almeno sulla carta.

E’ finita col brivido, perché a pochissimi minuti dalla fine il Siena, l’assai onorevole Siena, stava quasi per pareggiare: avrebbe reso il 5 maggio una barzelletta.

E Mourinho lo sa bene, perché dopo quell’azione dei bianconeri toscani si è addirittura fatto il segno della croce.

Ma quel che conta è il risultato finale: Milito colpisce e chiude i giochi. E’ scudetto.

L’Inter conquista il titolo dopo aver guidato il campionato per quasi tutto l’anno. Grandissimo merito alla Roma e a Ranieri, che con un organico nettamente inferiore, rispetto a quello dello Special One, per poco non compiva il miracolo.

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La Coppa Italia è nerazzurra

L'uomo-partita Milito

L'uomo-partita Milito

E così il primo titolo è andato in bacheca. La squadra che era ancora in corsa per tutti e tre gli obiettivi stagionali ha messo in archivio il primo, e può ora concentrasi sugli altri due forte di questa prima vittoria.

In una partita macchiata dal gioco eccessivamente duro e infine lordata dall’attimo di follia che ha colto capitan Totti, Milito e i suoi hanno saputo tenere il campo per poi colpire inesorabilmente proprio con il campione argentino.

Di certo tutte le polemiche seguite alla partita tra Inter e Lazio non hanno giovato né al calcio né allo spettacolo.

Lo Special One poi non è di certo uno che capisce quando è meglio evitare di gettare benzina sul fuoco.

In una situazione così rovente, poteva certamente risparmiarsi insinuazioni di dubbio gusto che andranno ad innescare un esplosivo – nel senso negativo del termine – finale di campionato.

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Champions: Inter, un Leone indomabile doma i Leoni inglesi

Samuel Eto'o

Samuel Eto'o

Una notte magica degna delle migliori arene dei tempi antichi. Una partita indimenticabile, dove i Leoni inglesi del Chelsea si sono dovuti inchinare al loro ex-allenatore a causa di un Leone d’Africa che li ha trafitti a dieci minuti dalla fine, sancendone l’eliminazione.

Serata da ricordare, per i nerazzurri. La corazzata britannica di Roman Abramovic, e del nostro comunque bravissimo Ancelotti, viene affondata nell’arco di due gare fondamentalmente più che meritate dall’Inter.

Sembrava che l’ostacolo Stamford Brigde dovesse essere fatale per gli uomini di Mourinho.

Invece lo Special One ha attaccato a testa bassa, schierando in campo Snejder più tre punte.

L’olandese ha ispirato i suoi, e alla fine la zampata decisiva è quella di Samuel Eto’o: il camerunense, autentico Leone indomabile, raccoglie il lancio di Snejider sul filo del fuorigioco e supera il portiere londinese.

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Campionato, là dove osa solo l’Inter

pandev_golO quasi. Nel giorno in cui i nerazzurri chiudono praticamente il campionato, ecco che la Roma si presenta come unica seria contendente al titolo, per quanto la distanza tra le prime due in classifica sia di ben otto punti.

Gli uomini di Mourinho strapazzano il Cagliari 3 a 0, per quanto i sardi possano effettivamente recriminare per un gol ingiustamente annullato a Matri. Malgrado ciò la corazzata dello Special One ha dimostrato di saper vincere anche senza Snejider, grazie soprattutto ad un Pandev in forma stellare.

E mentre il Milan non va oltre lo sterile pareggio di Bologna, la Roma soffre maledettamente contro la Fiorentina riuscendo a dare la zampata finale, con Vucinic, che le consente di portare a casa i tre punti e di scavalcare i rossoneri, benché questi ultimi abbiano una partita – proprio contro i viola –da recuperare.

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Coppa Italia: stasera Inter – Fiorentina

g_meazza_intLa qualità delle semifinali di Coppa Italia è senza dubbio una prova che questa formula senza andate e ritorni ha allettato tanto le grandi squadre quanto il pubblico.

Troppo spesso in passato l’interesse era concentrato prevalentemente sulla gara di ritorno…dopo che magari all’andata i conti erano già stati chiusi, facendo così scemare l’attenzione per entrambe le partite.

Con le semifinali si torna, però, all’antico.

In palio, stasera, l’andata per uno dei due posti disponibili per la finalissima. Due squadre in forma, due squadre che puntano fortemente su questa competizione.

Da un lato Mourinho e i suoi, ancora in corsa per tutti i traguardi a loro disposizione: per conquistare l’en plein annuale bisogna mettere in bacheca anche la coppa nazionale.

Dall’altro Prandelli e i viola, decisi a dar battaglia in zona Champions e fermamente convinti di poter impreziosire la stagione con un successo di rilievo.

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