Germania – Uruguay, la vera finale spettacolo

Forlan, un mondiale eccezionale

Forlan, un mondiale eccezionale

E’ innegabile: la partita per l’assegnazione del terzo posto dei mondiali di calcio non suscita le stesse emozioni della finale.

Eppure capita spesso che la finalina sia molto più spettacolare della partita più attesa del torneo.

Probabilmente gioca un ruolo determinante la scarsa tensione che contraddistingue le squadre in campo: poco male se si perde, tanto vale giocarsela fino alla fine.

Sarà per questo che Germania e Uruguay hanno dato vita ad una gara a dir poco spettacolare, condita da azioni travolgenti e gol incredibilmente spettacolari.

I giovani tedeschi da un lato e i sorprendenti sudamericani dall’altro si sono affrontati a viso aperto, hanno realizzato complessivamente cinque reti e hanno fatto vedere perché sono arrivate così lontano nel campionato mondiale.

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Polpo Paul, il vero guru del calcio

Paul l'onniveggente

Paul l'onniveggente

Pochi al mondo conoscono il nostro Petrarca. Già più famoso, in occidente, James Joyce. Abbastanza conosciuto Miguel De Cervantes, autore di Don Chisciotte. Molto noto Ernest Hemingway.

Abbiamo pescato a caso alcuni grandi scrittori. Avremmo potuto citare attori, cantanti o politici. O anche calciatori, ovviamente.

Nessuno di loro, oggi, è però famoso come il polpo Paul, celeberrima star tedesca di chiare origini italiane che ha snocciolato pronostici riguardo otto partite dei mondiali, indovinandole tutte e otto, finale e finalina comprese.

Chi ha seguito le vicende del polpo Paul sa che ha previsto vittorie e sconfitte della Germania e i successivi trionfi della Spagna.

C’è chi dice che sia attirato dal colore (forse il giallo?), c’è chi insinua che semplicemente il cefalopode veggente si cibi nelle teche a lui logisticamente più vicine.

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Germania, per Maradona è sempre un incubo

Klose ha firmato una doppietta

Klose ha firmato una doppietta

Doveva essere la gustosa vendetta consumata a vent’anni di distanza. Invece Maradona ha dovuto inghiottire l’ennesimo rospo a causa della Germania.

Quando due nazionali come quella tedesca e quella argentina si incontrano, può succedere sempre di tutto. E benché Messi e compagni fossero giudicati nettamente i favoriti, di certo non si trattava di una partita scontata.

Ma nessuno poteva prevedere una simile catastrofe per l’Argentina e un tale trionfo per la Germania.

Un 4 a 0 sontuoso, imperiale, con il quale Klose e i suoi si ritagliano già un piccolo, importante spazio nella storia di questo mondiale.

Il sorprendente Muller, poi Klose, Friedirich e ancora Klose: questa nazionale giovane e operaia stende le stelle argentine, oscurate da una teutonica tempesta.

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Il derby iberico lo decide Villa

Villa: segna sempre lui

Villa: segna sempre lui

I pronostici davano favorita la Spagna, e questo non lo si può negare: i campioni d’Europa hanno una rosa di primissimo valore.

Ma di certo anche il Portogallo non scherza e molti forse pensavano che l’osannato Cristiano Ronaldo avrebbe fatto pendere il piatto della bilancia dalla parte dei lusitani.

Invece è ancora Villa a decidere le sorti della Spagna, con l’ennesimo gol che lo spedisce sempre più nell’olimpo dei campioni iberici.

A Tiago e compagni resta l’amarezza – e il vanto – di essere usciti dal mondiale con un solo gol subito: quello del fenomeno delle Furie Rosse.

Gli uomini di Del Bosque invece continuano l’avventura mondiale con la consapevolezza di essere tra le grandi favorite del torneo.

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Paraguay ai quarti dopo i rigori

Cardozo ha firmato l'ultimo rigore

Cardozo ha firmato l'ultimo rigore

Ci sono voluti più di centoventi minuti per decidere quale tra le due squadre che oggi si giocavano la storia calcistica del loro Paese avesse diritto ad accedere ai quarti di finale.

Alla fine i sogni dei giapponesi si sono infranti contro la traversa, quando Komano la centra anziché realizzare il quarto tiro dal dischetto nella lotteria dei rigori.

I paraguaiani invece non sbagliano mai: Barreto, Barrios, Riveros, Valdez e infine Cardozo portano la propria compagine al turno successivo di questa Coppa del Mondo ricca di sorprese.

Grande rammarico per i giocatori del Sol Levante, che ce l’hanno messa tutta tenendo testa ad un avversario che anche la nostra Italia non è riuscita a battere.

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Arbitri, una vergogna mondiale

I fischietti nella bufera

I fischietti nella bufera

Nel calcio le sviste arbitrali ci stanno. Nell’arco di un campionato, se un direttore prende un clamoroso abbaglio, ci si può sempre rifare la settimana dopo.

Ma in un mondiale ogni errore può diventare decisivo, soprattutto se palese agli occhi di tutti.

Ne sanno qualcosa il Trap e gli irlandesi, derubati da una mano truffaldina di Henry: il destino poi ha reso giustizia ai fedeli di San Patrizio.

Ne sanno qualcosa i frastornati Leoni d’Inghilterra: forse la Germania avrebbe vinto lo stesso, ma quel pallone entrato almeno di mezzo metro che valeva il pareggio magari cambiava la partita.

Ne sanno qualcosa anche i messicani. Quasi certamente l’Argentina li avrebbe travolti comunque, ma Tevez segna almeno un metro abbondante in fuorigioco.

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Brasile, che fatica contro la Corea del Nord

Maicon, gol da posizione impossibile

Maicon, gol da posizione impossibile

Prima della gara i vari commentatori televisivi davano per certa la stravittoria del Brasile, profetizzando anche una goleada ai danni degli asiatici.

Ma il trend di questo mondiale non è stato smentito neanche dai verdeoro: si fatica, e anche chi strappa la vittoria deve farlo con le unghie e con i denti.

La Corea del Nord gioca l’unica partita possibile contro una nazionale pentacampeone: difesa ad oltranza e rapide ripartenze quando possibile.

Gli uomini di Dunga non trovano spazi e devono ringraziare il sempre entusiasmante Maicon – sicuramente il miglior terzino del mondo – che tira fuori dal cilindro un gol incredibile da posizione impossibile.

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Egitto: Coppa d’Africa si, mondiali no

egitto_cupLa notizia non è poi così fresca, ma sicuramente merita di essere menzionata. Soprattutto se a questa si accompagna una piccola riflessione.

L’Egitto ha vinto la sua settima Coppa d’Africa – nonché la terza consecutiva – superando per 1 a 0 il Ghana dell’udinese Asamoah. I Faraoni hanno dimostrato ancora una volta la loro totale supremazia nel continente nero, aggiudicandosi questo torneo che li vede recordsman sotto molti punti di vista.

Eppure questi stessi giocatori non saranno al mondiale in Sudafrica. Gli egiziani hanno infatti perso lo spareggio contro l’Algeria, dopo che il loro girone di qualificazione era terminato con le due compagini in vetta pari merito.

Al contrario, i ghanesi che hanno visto sfumare al fotofinish la coppa continentale si potranno consolare disputando il primo mondiale della storia in terra africana.

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Mondiali 2010, l’urna è delle meraviglie

logo_mondConclusi anche gli spareggi per le qualificazioni, ieri sono stati effettuati i sorteggi dei gironi dei prossimi mondiali.

In presenza di una sfavillante Charlize Theron – attrice sudafricana madrina d’eccezione – l’urna ci ha consegnato un girone a dir poco facile.

Benché Lippi abbia commentato “non sarà facile”, non ci si può lamentare di essere in compagnia della Nuova Zelanda – universalmente riconosciuta come squadra materasso del mondiale – della Slovacchia, dove brilla il “napoletano” Hamsik e poco più, e del Paraguay dello juventino Caceres.

Abbiamo evitato Francia e Portogallo, abbiamo evitato le sempre temibili formazioni africane, abbiamo evitato davvero di tutto e di più.

Il CT della nostra nazionale dice giustamente le frasi di circostanza. Ma oggettivamente è andata meravigliosamente bene. Ora bisogna solo aspettare sette mesi…

Francia, rapina a mano armata

trap_irlandaMentre la nazionale italiana si divertiva a giochicchiare con la Svezia in un’amichevole di scarsissimo valore, la Francia combatteva tra le mura amiche contro un’Irlanda trapattoniana dal grandissimo coraggio.

E mentre i nostri tornavano negli spogliatoi, Henry regalava la qualificazione mondiale ai suoi con un colpo di mano talmente evidente, voluto e determinante da far impallidire lo storico gol segnato da Maradona contro l’Inghilterra.

Il miracolo che Trapattoni si sarebbe ampiamente meritato – sarebbe diventato amato almeno quanto San Patrizio – sfuma così per un colpo degno della pallavolo, per la cecità di tutta la terna arbitrale e per l’assurda regola che ancora vieta la moviola in campo almeno per episodi così eclatanti e incredibilmente importanti.

La stampa francese oggi è imbarazzata dalla qualificazione così ottenuta. Fa bene, perché le sviste arbitrali fanno parte del calcio, ma le rapine a “mano armata” sono qualcosa che va oltre.