Italia e Spagna, la differenza è nei grandi club

Tanti nazionali, nessun italiano

Tanti nazionali, nessun italiano

Il calcio europeo va in vacanza per almeno un paio di settimane. In attesa che arrivino i primi impegni ufficiali, non manca il tempo per fare qualche analisi sul mondiale appena concluso.

Paragonando i freschi ex-campioni del mondo e i neocampioni del mondo, si capisce subito dove sta la differenza tra le due compagini.

Le Furie Rosse salite sul tetto del mondo giocano praticamente tutte nel Barcellona e nel Real Madrid. Questo significa che le due principali, fortissime squadre del campionato spagnolo traboccano di bravi giocatori della loro nazione.

L’Italia eliminata dalla Slovacchia è quasi l’esatto contrario. Della squadra che ha vinto campionato, Coppa Italia e Champions non c’era neanche un rappresentante: sull’unico potenzialmente convocabile – Balotelli – si potrebbe discutere per ore.

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Germania – Spagna, vincono i tori scatenati

Il capitano Puyol

Il capitano Puyol

La bella avventura di questa giovane Germania finisce in semifinale, dove i teutonici giocatori di mister Loew non sono riusciti a battere i più navigati atleti di Del Bosque.

La partita è stata equilibrata per tutto il primo tempo, con qualche occasione da una parte e dall’altra.

Ma nella ripresa le Furie Rosse si sono scatenate, tramortendo Schweinsteiger e compagni per almeno venti minuti.

Poi è arrivato il poderoso colpo di testa di Puyol, che ha superato il seppur bravissimo Neuer mandando in porta un cross proveniente dall’angolo.

Da lì in avanti la Germania è solo sprazzi dettati dalla disperazione, mentre Pedro sul fronte opposto si mangia il raddoppio praticamente fatto a causa di un imperdonabile eccesso di egoismo che, vista la situazione ancora incerta, poteva costare carissimo.

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Olanda in finale, il sogno mondiale continua

Van Bronckhorst, sinistro micidiale

Van Bronckhorst, sinistro micidiale

Questa volta è andata come previsto: nella sfida tra le due grandi outsider di questo campionato del Mondo, ha vinto la favorita.

Ha vinto grazie ad un immenso Snejider, che trascina i suoi nel momento peggiore della partita, quando la Celeste di Tabarez ci credeva e il risultato era ancora in pareggio.

Due missili da distanze siderali avevano aperto i giochi: prima Van Bronckhorst di sinistro, poi Forlan di destro. I due capitani.

All’inizio della ripresa l’Uruguay spinge molto e bene, e sfiora anche il vantaggio. Poi ci pensa Snejider, alla fine chiude i conti Robben con un preciso colpo di testa.

Minuti finali da brivido dopo il gol di Maxi Pereira al novantesimo, minuti finali che diventano 6 a dispetto dei 3 inizialmente concessi dall’arbitro.

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Miracolo Olanda, il Brasile è fuori

Felipe Melo disastroso come sempre

Felipe Melo disastroso come sempre

I bookmakers non quotavano la partita come se fosse stata un Brasile – Isole Far Oer, ma per l’opinione pubblica era qualcosa di molto simile.

La nazionale verdeoro di Dunga sembrava ormai destinata a disputare l’ennesima finale mondiale della sua storia, ostacolata solo da quest’Olanda poco stellare e da un Uruguay, futura avversaria, facilmente superabile.

E invece gli oranje hanno cambiato il corso della storia, vincendo meritatamente una partita conquistata gettando il cuore oltre l’ostacolo.

Bellissimo il gol di Robinho, che firma l’1 a 0 per il Brasile. Poi micidiale – per i suoi – l’autogol di Felipe Melo, che malgrado il cambio di maglia non poteva diventare ciò che non è.

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Semifinaliste, una sarà Uruguay o Ghana

Cavani con la maglia uruguaiana

Cavani con la maglia uruguaiana

Questo quarto di finale si giocherà tra qualche giorno, ma di certo è già una notizia.

Una delle quattro semifinaliste di questo mondiale, una tra le quattro nazionali più forti del pianeta, sarà la vincitrice della partita Uruguay – Ghana.

Di certo non si può negare che gli incastri nati dai gironi di qualificazione abbiano aiutato queste due clamorose sorprese del torneo: i sudamericani hanno liquidato la Corea del Sud, gli africani hanno battuto gli ostici Stati Uniti ai supplementari.

Ma questo non può sminuire i meriti di due compagini che si giocano un posto nella storia.

L’Uruguay insegue i fasti di un tempo ormai lontano, sognando di giocarsi il tutto per tutto in una semifinale che terrebbe la nazione con il fiato sospeso.

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La Germania abbatte l’Inghilterra

Klose ha segnato la prima rete

Klose ha segnato la prima rete

E’ vero: se il guardalinee avesse visto quel pallone entrato almeno mezzo metro oltre la linea della porta difesa da Neuer, forse la partita sarebbe cambiata.

Ma al di là dell’ennesima svista arbitrale di questo mondiale, il 4 a 1 che la Germania ha inflitto agli inglesi di Fabio Capello non ammette repliche, come gli stessi giornali di Sua Maestà sottolineano il giorno dopo la storica disfatta.

Niente scuse per il Mister italiano, che vede evaporare la gloria raccolta durante le qualificazioni a questo mondiale: i leoni d’Inghilterra sembravano destinati a grandi risultati, ma oggi la realtà è ben diversa.

La realtà è che i giovani tedeschi allenati da Joachim Loew si candidano prepotentemente alla vittoria finale.

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Argentina e Corea del Sud, l’avventura continua

Maradona, i suoi a punteggio pieno

Maradona, i suoi a punteggio pieno

Maradona ha centrato l’obiettivo, e l’ha fatto dominando il girone e concludendo questa fase di qualificazione a punteggio pieno.

Può dirsi più che soddisfatto: ogni partita ha avuto i suoi diversi protagonisti. Ultimi in ordine cronologico Demichelis e Martin Palermo, a segno contro una non irresistibile Grecia.

Alla fine sono otto le reti realizzate dall’Argentina, a fronte di uno solo subito contro la Corea del Sud.

Corea che si dimostra ancora avversario decisamente ostico. Il pareggio ottenuto contro la Nigeria le vale la qualificazione agli ottavi.

A differenza degli scomodi cugini del nord, i sudcoreani sono ormai una realtà importante dell’estremo oriente.

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Svizzera, sorpresa amara per la Spagna

Casillas non è riuscito ad evitare il gol

Casillas non è riuscito ad evitare il gol

Gli elvetici sono famosi per il loro cioccolato. Ma nella sorpresa che hanno riservato alle Furie Rosse c’è ben poco di dolce.

Gli spagnoli sono – o erano? – tra i grandi favoriti del torneo, eppure dopo una partita controllata per larga parte dei novanta minuti si ritrovano comunque con zero punti in classifica e una situazione che richiede due vittorie nette e decise per essere sbrogliata.

Il tecnico degli svizzeri, Ottmar Hitzfeld, imposta la gara imitando i suoi colleghi che già hanno avuto successo nei giorni precedenti: difesa a oltranza e pedalare.

Questa tattica è così comune ormai che nessuno ha ancora tirato fuori la solita etichetta di “catenaccio all’italiana”. Etichetta tra l’altro verissima, ma che quando funziona nessuno si permette di disdegnare.

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Italia, buona la prima (e si può migliorare)

Buono l'esordio di Criscito

Buono l'esordio di Criscito

L’esordio mondiale è stato molto migliore di quanto la maggioranza degli italiani si aspettavano.

A dispetto di assenze importanti dettate da scelte tecniche o da infortuni, gli azzurri hanno dato prova di esserci sia fisicamente che tatticamente.

La forma fisica: questo era un punto interrogativo di rilievo, ma ancora una volta è stato dimostrato che spesso le amichevoli contano poco o nulla.

Gli schemi di Lippi si sono fatti poi vedere in campo: belle azioni, aperture sulle fasce e soprattutto apprezzabili scambi di prima effettuati dai nostri nel cuore del centrocampo.

Da rivedere alcune prestazioni – Gilardino mai in partita, Camoranesi disastroso, Marchisio leggermente spaesato – ma di certo si può gioire di alcuni formidabili innesti.

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Mondiale, l’Argentina vince mentre l’Inghilterra spreca

Heinze in gol contro la Nigeria

Heinze in gol contro la Nigeria

In questo campionato mondiale sembra che le grandi non riescano a superare nettamente le squadre ritenute minori.

E anche quando lo fanno, ottengono il bottino pieno solo dopo indicibili sofferenze.

E’ il caso dell’Argentina di Maradona. I sudamericani creano tantissimo contro un’ostica Nigeria, salvata più di una volta dal suo prodigioso portiere, ma alla fine ottengono i tre punti solo grazie alla rete del difensore Heinze.

Se l’estremo difensore è stato miracoloso per le aquile verdi africane, altrettanto non si può dire per i leoni d’Inghilterra.

Gli uomini di Capello partono benissimo contro gli Stati Uniti, trovando la via del gol dopo pochi minuti grazie a Gerrard.

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