Coppa Italia: Palermo ai quarti, Chievo fuori

Miccoli ha trasformato il calcio di rigore

Miccoli ha trasformato il calcio di rigore

C’è da chiedersi sei i tifosi rosanero saranno stati contenti o meno di vedere il primo rigore (da molto tempo a questa parte) a favore della propria squadra assegnato in Coppa Italia piuttosto che in campionato.

Sono infatti passati mesi e mesi da quel dì, quando i rosanero beneficiarono l’ultima volta di un tiro dagli undici metri.

Comunque sia, il penalty di ieri – trasformato da Fabrizio Miccoli – è risultato determinante per superare un Chievo imbottito di seconde linee.

Non che Delio Rossi non abbia fatto turn – over: semplicemente la rosa del Palermo è assai più ampia rispetto a quella più modesta dei veneti.

Così, malgrado la superiorità in campo dei siciliani, solo un evidente rigore – giustamente concesso – ha spalancato alla compagine di Zamparini le porte dei quarti di finale.

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Il Palermo delle meraviglie stende la Roma

Ilicic continua a segnare

Ilicic continua a segnare

Questa volta Zamparini non può proprio lamentarsi con il suo allenatore. Benché sia stata una partita equilibrata per buona parte dei novanta minuti, alla fine il Palermo ha schiantato la Roma.

E’ un Palermo delle meraviglie, che dopo aver riabbracciato Miccoli ha sicuramente fatto quel salto di qualità che ora permette alla città siciliana di sognare.

E’ stato proprio Miccoli ad aprire le danze, superando Julio Sergio nel primo tempo. Determinanti anche le parate di Sirigu, poi Ilicic e Nocerino hanno chiuso definitivamente i conti.

Pastore, i due sloveni, il ritrovato Miccoli, il bravo Sirigu, la solidità di Bovo e Munoz, la spinta di Balzaretti: questi gli elementi fondamentali che hanno condotto il Palermo ad agganciare l’Inter, scavalcare la Roma e sfiorare i piedi a Juventus e Napoli, lontane un solo punto.

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Lippi, ma la fantasia dov’è?

Cassano: niente nazionale

Cassano: niente nazionale

Manca meno di un mese ai mondiali in Sudafrica, e i mister delle varie nazionali hanno chiamato a sé quelli che ritengono essere i trenta migliori giocatori della loro terra.

Le polemiche impazzano un po’ ovunque – sarà che siamo tutti allenatori, sarà che è effettivamente strano che Maradona lasci a casa Zanetti e Cambiasso – e di certo non potevano mancare nel Bel Paese.

I media hanno celebrato come clamorosa l’esclusione di Legrottaglie, difensore valido ma non così affidabile: molto più forte di Bocchetti?

Ma le vere esclusioni – incredibili benché previste – sono in attacco. Del Piero e Totti, eroi del 2006, non ci sono più. Nessuno ci sperava, ma i naturali eredi ora come ora sono senza ombra di dubbio Cassano e Miccoli.

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