Italia, un disastro epocale

Di Natale e Iaquinta: indecenti

Di Natale e Iaquinta: indecenti

Mai come ora. Questa la frase più ricorrente su tutti i quotidiani nazionali. Mai così male: a confronto le sconfitte contro le Coree sembrano barzellette.

Avevamo di gran lunga il girone più facile in assoluto. Siamo arrivati incredibilmente ultimi, segnando quattro reti e subendone cinque.

Malgrado la follia suicida che ha colto i nostri, potevamo passare (con disonore) semplicemente pareggiando la partita a questa modestissima Slovacchia.

Invece è finita così. E’ finita con la faccia smarrita di Marchetti, gettato nella mischia in un momento poco felice.

E’ finita con le lacrime di Quagliarella, prodigioso nei pochi minuti che il Mister gli ha concesso. E’ finita con Criscito primo ad uscire dagli spogliatoi a parlare con i giornalisti: un ragazzo di 23 anni, mentre i senatori si nascondevano per la vergogna.

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Italia, buona la prima (e si può migliorare)

Buono l'esordio di Criscito

Buono l'esordio di Criscito

L’esordio mondiale è stato molto migliore di quanto la maggioranza degli italiani si aspettavano.

A dispetto di assenze importanti dettate da scelte tecniche o da infortuni, gli azzurri hanno dato prova di esserci sia fisicamente che tatticamente.

La forma fisica: questo era un punto interrogativo di rilievo, ma ancora una volta è stato dimostrato che spesso le amichevoli contano poco o nulla.

Gli schemi di Lippi si sono fatti poi vedere in campo: belle azioni, aperture sulle fasce e soprattutto apprezzabili scambi di prima effettuati dai nostri nel cuore del centrocampo.

Da rivedere alcune prestazioni – Gilardino mai in partita, Camoranesi disastroso, Marchisio leggermente spaesato – ma di certo si può gioire di alcuni formidabili innesti.

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Prandelli e la Nazionale del futuro

Prandelli, il successore di Lippi

Prandelli, il successore di Lippi

L’ex allenatore della Fiorentina ha firmato un contratto quadriennale con la federazione, sancendo così il CT che guiderà l’Italia agli Europei 2012 e i Mondiali del 2014.

Una volta tanto è stata fatta una scelta oculata. Prandelli è un allenatore che sa coltivare i giovani, e questo sarà fondamentale nel suo cammino con la Nazionale.

Una generazione di campioni è ormai al tramonto, quella futura stenta a decollare.

Del Piero, Totti e Grosso hanno già dato addio, di fatto, ai campionati delle Nazionali. Altri come Gattuso, Pirlo, Cannavaro o Zambrotta, giusto per citarne alcuni, sono sicuramente al loro ultimo Mondiale.

Chi meglio di Prandelli quindi può coltivare giovani stelle come Ranocchia o Giovinco, Marchisio o Pazzini?

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Candreva e Grosso, niente Sudafrica

Grosso: stavolta niente mondiale

Grosso: stavolta niente mondiale

Ecco che Lippi depenna dalla sua lista i primi due giocatori. Da trenta gli azzurri scendono quindi a ventotto. Dovranno arrivare a ventitré.

Che Candreva venisse alla fine escluso si poteva anche immaginarlo. La scarsissima esperienza del centrocampista non ha giocato a suo favore, e la pessima stagione della Juventus non lo ha di certo aiutato.

Le tribolazioni della Vecchia Signora sono gravate anche sulle spalle di Grosso. L’eroe del 2006 non ci sarà in Sudafrica.

Lippi ha detto che non ha debiti di riconoscenza verso nessuno, e questo è giustissimo. Ma se Grosso è arrivato alla Juventus – per giocare – si è detto che forse c’è stato anche il suo consiglio dietro.

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Lippi, ma la fantasia dov’è?

Cassano: niente nazionale

Cassano: niente nazionale

Manca meno di un mese ai mondiali in Sudafrica, e i mister delle varie nazionali hanno chiamato a sé quelli che ritengono essere i trenta migliori giocatori della loro terra.

Le polemiche impazzano un po’ ovunque – sarà che siamo tutti allenatori, sarà che è effettivamente strano che Maradona lasci a casa Zanetti e Cambiasso – e di certo non potevano mancare nel Bel Paese.

I media hanno celebrato come clamorosa l’esclusione di Legrottaglie, difensore valido ma non così affidabile: molto più forte di Bocchetti?

Ma le vere esclusioni – incredibili benché previste – sono in attacco. Del Piero e Totti, eroi del 2006, non ci sono più. Nessuno ci sperava, ma i naturali eredi ora come ora sono senza ombra di dubbio Cassano e Miccoli.

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Serie A, tre vittorie in una giornata di pareggi

alvarez_bariTra crisi grandi e piccole, tra sogni d’orati e incubi neri, tra partite rinviate (Parma – Inter, causa neve) e infortuni vari, solo tre squadre riescono a superare l’avversario, conquistando 3 punti che in una giornata traboccante di pareggi valgono ancora di più.

La stupenda Roma di Ranieri continua a macinare vittorie, e grazie ad un superbo gol di tacco del partente Okaka supera un orgoglioso Siena. Il vantaggio, tra parentesi, è stato firmato dall’ormai solito Riise. Intanto il Milan pareggia, e l’aggancio al secondo posto è cosa fatta.

Vittoria molto importante anche la Sampdoria: Pazzini e Palombo piegano l’Atalanta. L’esclusione di Fantantonio Cassano da ragione a Del Neri e indirettamente anche a Lippi. I blucerchiati si portano ad un punto dal duo Palermo Juventus.

Trascinata letteralmente sulle ali dell’entusiasmo – dirompente la prova dell’esterno Alvarez, autore di un gol e un assist – il Bari stoppa le ambizioni Champions del Palermo superandolo per 4 a 2. Magnifica prova dei pugliesi, che comunque sfruttano a dovere l’espulsione del rosanero Liverani.

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Mondiali 2010, l’urna è delle meraviglie

logo_mondConclusi anche gli spareggi per le qualificazioni, ieri sono stati effettuati i sorteggi dei gironi dei prossimi mondiali.

In presenza di una sfavillante Charlize Theron – attrice sudafricana madrina d’eccezione – l’urna ci ha consegnato un girone a dir poco facile.

Benché Lippi abbia commentato “non sarà facile”, non ci si può lamentare di essere in compagnia della Nuova Zelanda – universalmente riconosciuta come squadra materasso del mondiale – della Slovacchia, dove brilla il “napoletano” Hamsik e poco più, e del Paraguay dello juventino Caceres.

Abbiamo evitato Francia e Portogallo, abbiamo evitato le sempre temibili formazioni africane, abbiamo evitato davvero di tutto e di più.

Il CT della nostra nazionale dice giustamente le frasi di circostanza. Ma oggettivamente è andata meravigliosamente bene. Ora bisogna solo aspettare sette mesi…

Oriundi si, oriundi no

pazzini_nazIn questo periodo di pausa per il campionato, a tenere banco è la squadra di Marcello Lippi. Lo scarso interesse verso gli azzurri è stato riacceso dalle parole di Pazzini, il quale si è dichiarato contrario ad un Amauri in nazionale.

Senza andare a sondare le motivazioni dell’attaccante sampdoriano – patriottiche o semplicemente egoistiche – l’opinione pubblica sembra essere d’accordo con la giovane punta.

A nostro parere non gli si può dar torto. La nazionale dovrebbe essere la massima espressione calcistica che un Paese riesce ad esprimere tramite i giocatori nati e cresciuti nella sua terra, senza nulla togliere a quelli coltivati calcisticamente in terra straniera – come ad esempio Giuseppe Rossi o Federico Macheda.

Ma ricorrere a calciatori che di italiano hanno appena un bisnonno e che sono giunti in Italia solo da calciatori professionisti, pur di rinforzare la rosa della nazionale, svilisce tutto il lavoro svolto dalle tantissime giovanili che popolano il Bel Paese, i sogni dei loro ragazzi e tutte quelle squadre che hanno il coraggio di lanciarli nel grande mondo del calcio.

Torna in campo la Nazionale…o quasi

candreva_nazionaleAmichevoli importanti quelle organizzate per gli Azzurri di Marcello Lippi. L’Olanda questa sera in casa, a Pescara, la Svezia mercoledì in trasferta.

Ma è una squadra molto sperimentale quella che scenderà in campo. Non essendoci alcuna posta in palio fuorché la faccia, il CT da spazio a nuovi giocatori e sperimenta nuove soluzioni in vista dei prossimi mondiali.

Tantissimi quindi i big assenti, e largo ai giovani e agli esordienti. Il Mister sembra orientato verso un 4-3-3 composto dai soliti Zambrotta, Cannavaro, Chiellini e Grosso in difesa, Pirlo, Palombo e l’esordiente Candreva del Livorno in mediana e il tiro offensivo Camoranesi, Gilardino e Palladino.

Ancora una volta spicca la non convocazione di Cassano, “beffato” persino dal compagno di squadra Pazzini. Malgrado le dichiarazioni di Lippi, sembra ormai chiaro a tutti che per questo mondiale il Talento di Bari Vecchia possa mettersi il cuore in pace.

Lippi difende la (sua) Italia


Non ci sta Marcello Lippi a trattenersi e si sfoga per i fischi ricevuti dalla nazionale durante la gara con Cipro, che ha visto l’Italia vincere a Pamata.

La gente deve imparare ad amare di più questa squadr. E’ una cosa vergognosa. Non è possibile – ha detto il ct – che in una serata come questa dove giochiamo una partita che non conta nulla e ho cambiato 11 undicesimi di squadra, appena andiamo un po’ in difficoltà la gente anzichè incitare i ragazzi invoca altri nomi.