Vergognosa Juventus, sconfitta dal Bologna

Delneri è quasi al capolinea

Delneri è quasi al capolinea

La disfatta di Lecce poteva forse essere giustificata con l’inferiorità numerica patita per quasi tutta la gara. Ma in casa, contro il pur vivace Bologna, non ci sono scuse.

Inutile tirare in ballo l’assenza di Aquilani, perché il resto della squadra era praticamente presente (escludendo Quagliarella).

La Juventus giochicchia durante il primo tempo, per poi patire l’ennesima follia di Felipe Melo. Il centrocampista perde palla davanti alla difesa, e per Di Vaio è un gioco da ragazzi infilare Storari.

Il centravanti bolognese si ripete poco dopo, quando Bonucci non riesce a fermarlo. La doppietta glorifica Di Vaio e manda nella polvere i bianconeri.

Gli assalti confusi della Vecchia Signora non conducono a nulla, e alla fine il risultato è impietoso.

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Tre punti d’oro per il Lecce

Di Michele ha scardinato la difesa bianconera

Di Michele ha scardinato la difesa bianconera

Durante la settimana che ha preceduto la partita, De Canio avrà sicuramente fatto un pensierino allo stato claudicante della Juventus.

Ma di certo non poteva sperare di conquistare tre punti a mani basse, travolgendo i bianconeri rimasti in dieci dopo pochi minuti di gioco.

L’espulsione di Buffon – mani fuori area – è in minima parte frutto dell’istinto del portiere: meglio farsi fare una rete e poi giocarsela, piuttosto che lasciare la squadra in dieci per tutta la gara.

E’ in gran parte merito, invece, delle percussioni di Di Michele, ancora scattante malgrado l’età. Il rapido attaccante ha messo a dura prova la lenta difesa juventina, e i risultati si sono visti subito.

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Juventus cuore e fortuna, l’Inter è battuta

Chiellini gigantesco sulla fascia

Chiellini gigantesco sulla fascia

Solidi, precisi, determinati. Così gli uomini di Delneri sono scesi in campo ieri sera, fermamente convinti di dover arrestare la rincorsa dell’Inter e rilanciare la propria al quarto posto.

I nerazzurri di Leonardo sono stati solo la pallida imitazione della squadra che abbiamo imparato a conoscere, merito di una Juventus messa in campo ottimamente ed eccelsa soprattutto sulle fasce.

Sorensen e Chiellini offrono una prestazione titanica, stoppando rispettivamente due giganti come Eto’o e Maicon.

Il gol di Matri – che si procura anche un evidente rigore non dato e un’occasione limpida sprecata di un soffio – alla fine piega i nerazzurri, che negli ultimi venti minuti assaltano i bianconeri a spron battuto anche a causa dell’infortunio del nuovo attaccante juventino, costretto a restare in campo benché dolorante.

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Disastro Juventus, cade anche a Palermo

Ancora il solo Marchisio in gol

Ancora il solo Marchisio in gol

Non è servito il frettoloso e probabilmente poco progettato mercato di gennaio, per raddrizzare una stagione che sembra per la Juventus sempre più nero.

Non è bastato l’arrivo di Matri – comunque positivo e più volte vicino al gol – per risollevare le sorti di un attacco che non segna.

E non è stato sufficiente l’inserimento di Barzagli per tappare un buco, là dietro, apparentemente incolmabile.

Buffon recupera due volte la palla in fondo alla rete, nel primo tempo. Marchisio riapre i giochi, ma né la sorte né l’arbitro concedono ai bianconeri un pareggio decisamente meritato.

Due gli episodi davvero indiscutibilmente a sfavore di Delneri: un mani clamoroso in area di Bovo e una cintura evidentissima in area rosanero, ai danni di un bianconero.

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Coppa Italia, la Roma espugna l’Olimpico juventino

Vucinic ha firmato un gol spettacolare

Vucinic ha firmato un gol spettacolare

Una classica del calcio italiano, questa volta proposta come gara di coppa, che non si è conclusa ai rigori come molte altre sfide interessanti che si sono viste nel torneo.

Bastano i tempi regolamentari, alla Roma, per eliminare una Juventus stanca, smarrita, opaca e soprattutto spuntata.

La gara è abbastanza noiosa, almeno fin quando Vucinic trova il colpo di precisione insaccando alle spalle dell’incolpevole Storari con un magnifico tiro a girare.

Questo dopo che il primo tempo non ha visto assolutamente nulla di interessante, con i giallorossi sornioni e i padroni di casa assolutamente inconcludenti in fase offensiva soprattutto grazie al “talento” di Amauri (lasciato negli spogliatoi durante l’intervallo).

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Juventus, con la Sampdoria solo un pareggio

Amauri ha sprecato sotto porta

Amauri ha sprecato sotto porta

E’ uno zero a zero che dice tutto. Dopo novanta minuti di gioco l’attuale squadra di Delneri e la ex squadra di Delneri si ritrovano con un punto per una, punto che probabilmente soddisfa solo i blucerchiati.

Le reti inviolate sono da un lato figlie degli infortunio di Pazzini e dallo scarso feeling che Macheda ha per ora con i compagni, dall’altra dei molti problemi offensivi che affliggono la Vecchia Signora.

L’assenza di Quagliarella è dannatamente pesante, Del Piero era febbricitante e Amauri ormai è solo un peso. Forse il mister bianconero dovrebbe insistere su qualche giovane primavera, che nella peggiore delle ipotesi correrebbe sicuramente più dell’immobile italo-brasiliano.

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Inter e Juventus ai quarti di Coppa Italia

Eto'o straripante contro il Genoa

Eto'o straripante contro il Genoa

Questo turno di Coppa Italia ha sorriso a nerazzurri e bianconeri. Eliminate rispettivamente Genoa e Catania, che d’ora in avanti si dedicheranno solo al campionato.

Ma non è stato facile per gli uomini di Leonardo. Dominatori grazie ad un super-Eto’o, Zanetti e compagni sono prima andati sul due a zero, Kharja ha accorciato le distanze su rigore, poi hanno allungato con Marigà di testa.

Ma i ragazzi di Ballardini non si sono dati per vinti, mettendo alle corde i nerazzurri. La rete di Sculli vivacizza gli ultimi minuti, ma alla fine chi passa è l’Inter.

Più facile invece per la Juventus, che ha affrontato le seconde linee degli etnei. A riposo molti big, tra i quali Maxi Lopez.

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La Juventus perde malamente in casa

Felipe Melo espulso al 17'

Felipe Melo espulso al 17'

Epifania assai amara per gli uomini di Delneri, che vedono interrompersi bruscamente l’inseguimento al Milan tra le mura amiche.

Questo a causa del Parma giovane e gagliardo di Marino. I ducali hanno saputo approfittare pienamente dell’espulsione di Felipe Melo, avvenuta al diciassettesimo minuto del primo tempo a causa di uno scellerato fallo di reazione del brasiliano.

Niente di nuovo per il centrocampista, che solo grazie a convincenti prestazioni aveva momentaneamente (e vagamente) fatto dimenticare che tipo di giocatore sia in realtà.

L’ex Giovinco ha preso, dal canto suo, una bella rivincita: doppietta alla Vecchia Signora, inframezzata dal gol di Legrottaglie.

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Europa League, la Juventus eliminata nella bufera

La Juventus nel gelo polacco

La Juventus nel gelo polacco

Bisogna essere onesti: l’eliminazione della Vecchia Signora è maturata con i pareggi col Salisburgo e il medesimo risultato ottenuto in casa contro il Lech Poznan.

Poznan che ieri, forte del gelo siberiano che attanagliava lo stadio, ha bloccato i bianconeri sull’uno a uno dopo novanta minuti giocati sotto la neve ghiacciata.

La società juventina ha fatto di tutto per non giocare. Undici gradi sotto lo zero sono un validissimo motivo per non giocare.

Purtroppo alla fine si è scesi in campo lo stesso, finendo per non-giocare sopra una coltre di neve che ha reso lo spettacolo, soprattutto televisivo, praticamente inguardabile.

I polacchi, andati in vantaggio con Rudnevs, sono stati poi raggiunti da Iaquinta. Il giovane Libertazzi, buttato nella mischia, ha sprecato un’occasione d’oro a pochi istanti dalla fine. Ma di certo non glie ne si può fare una colpa.

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Serie A, lassù poco è cambiato

Reja, la Lazio ancora seconda

Reja, la Lazio ancora seconda

I molti pareggi cui sono andate in contro le squadre più in forma del campionato, hanno fatto si che in alta classifica si muovesse poco o nulla.

Al pareggio esterno del Milan, fermato dalla Sampdoria, sono poi seguiti i pareggi della Lazio con il Catania e della Juventus con la Fiorentina.

Particolare rammarico per i bianconeri, autori di una buona gara contro i viola dediti prevalentemente al catenaccio.

La sconfitta che il Napoli ha patito ad Udine gli ha fatto perdere una grossa occasione, ma senza perdere molto terreno rispetto alle altre.

Stessa cosa per la Roma, che però deve fare i conti con il sorpasso in classifica effettuato dal sorprendente Palermo di Delio Rossi.

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