Milan, un derby che vale mezzo scudetto

Pato euforico dopo la rete segnata

Pato euforico dopo la rete segnata

Doveva essere la sera in cui l’Inter completava la grande rimonta al primo posto, scavalcando gli odiati cugini rossoneri.

Invece è stata probabilmente la sera in cui i nerazzurri hanno abdicato, lasciando la strada quasi spianata al Diavolo di Allegri.

Troppo molli gli interisti, troppo in palla i milanisti, in gol dopo neanche un minuto di gioco. Una rete che sicuramente ha cambiato il volto alla partita, ma è impossibile dire sarebbe davvero potuta andare diversamente.

Pato in forma smagliante, Van Bommel e compagni giganteschi contro il frastornato centrocampo di Moratti. Leonardo dice di crederci ancora, ma con così poche giornate al termine del campionato, l’Inter sembra ormai fuori dai giochi scudetto.

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Champions, che impresa l’Inter a Monaco

L'urlo di Pandev dopo il gol-vittoria

L'urlo di Pandev dopo il gol-vittoria

Tra speranze e paure la squadra di Moratti era volata a Monaco di Baviera per giocarsi le sue carte a viso aperto, tentando di strappare quella qualificazione che sembrava ormai del Bayern.

E ancor di più pareva in mani tedesche alla fine del primo tempo, quando le squadre sono rientrate negli spogliatoi sul punteggio di 2 a 1 per i padroni di casa.

E dire che Eto’o aveva aperto le danze con il suo gol a pochi minuti dal fischio d’inzio. Peccato poi che Julio Cesar mandi tutto a monte con la papera che spalanca le porte del pareggio a Gomez.

E il due a uno messo a segno da Muller sembrava condannare i nerazzurri. Nerazzurri che però hanno avuto il merito di crederci fino in fondo, malgrado la loro spinta forsennata fosse dettata più dal cuore che dalla mente.

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Champions League, il Bayern Monaco batte l’Inter

L'amarezza di Julio Cesar e l'esultanza dei tedeschi

L'amarezza di Julio Cesar e l'esultanza dei tedeschi

I nerazzurri completano il disastro delle italiane in Champions League. Delusione per i tifosi interisti, che al Meazza vedono soccombere la loro squadra per uno a zero.

E sì che l’Inter ha giocato una bella partita, emozionante, concedendo forse troppo e venendo salvata solo dai legni colpiti dai tedeschi.

Tedeschi olandesi, in questo caso, visto che è Robben a colpire uno dei due legni. Lo stesso Robben che propizia la rete al novantesimo di Gomez: un potente tiro da fuori area che Julio Cesar colpevolmente non trattiene.

Un gioco da ragazzi per il centravanti del Bayern, che deve solo scaraventare il pallone alle spalle dell’estremo difensore brasiliano.

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Le milanesi devono ringraziare gli arbitri

Ranocchia, gol in fuorigioco

Ranocchia, gol in fuorigioco

Se lo scettro del campionato rimane a Milano e non viene trasferito a Napoli lo si deve, questa giornata, soprattutto agli arbitri.

Due sviste a dir poco clamorose hanno letteralmente aiutato le squadre del capoluogo lombardo a rimanere in vetta alla classifica.

Goffo l’errore della terna al Meazza, dove Kharja trova l’involontaria deviazione di Ranocchia che regala i tre punti all’Inter nella gara contro il Cagliari. Peccato che il giovane difensore fosse palesemente in fuorigioco al momento del tocco.

Sbalorditiva la svista – mai parola fu più calzante – dell’arbitro a Verona, che semplicemente non vede il palleggio di mano in bello stile di Robinho, che gli consente di aggiustarsi il pallone per la rete dell’uno a zero al Chievo.

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Recuperi Serie A, vincono Inter e Genoa

Rafinha ha deciso il Derby di Genova

Rafinha ha deciso il Derby di Genova

Un piccolo mercoledì di campionato è andato in scena grazie ai recuperi di Fiorentina – Inter e Sampdoria – Genoa.

Se i nerazzurri continuano – o meglio riprendono – la loro corsa alla vetta, lo devono soprattutto a Pazzini.

L’ex attaccante blucerchiato firma il gol della vittoria, dopo che il giovane viola Camporese aveva involontariamente deviato nella propria porta e il suo compagno Pasqual aveva fortunosamente battuto il portiere nerazzurro.

Alla fine dei novanta minuti conta il risultato e i tre punti che ne conseguono: ora la compagine di Leonardo è a cinque punti dal Milan.

Derby della Lanterna contraddistinto invece dalla paura. La situazione in classifica delle due squadre è infelice e dopo il recupero lo è ancora di più per la società di Garrone.

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Juventus cuore e fortuna, l’Inter è battuta

Chiellini gigantesco sulla fascia

Chiellini gigantesco sulla fascia

Solidi, precisi, determinati. Così gli uomini di Delneri sono scesi in campo ieri sera, fermamente convinti di dover arrestare la rincorsa dell’Inter e rilanciare la propria al quarto posto.

I nerazzurri di Leonardo sono stati solo la pallida imitazione della squadra che abbiamo imparato a conoscere, merito di una Juventus messa in campo ottimamente ed eccelsa soprattutto sulle fasce.

Sorensen e Chiellini offrono una prestazione titanica, stoppando rispettivamente due giganti come Eto’o e Maicon.

Il gol di Matri – che si procura anche un evidente rigore non dato e un’occasione limpida sprecata di un soffio – alla fine piega i nerazzurri, che negli ultimi venti minuti assaltano i bianconeri a spron battuto anche a causa dell’infortunio del nuovo attaccante juventino, costretto a restare in campo benché dolorante.

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Inter, al Bari tre gol per tre punti

Determinanti i neonerazzurri Pazzini e Kharja

Determinanti i neonerazzurri Pazzini e Kharja

Il risultato è ampiamente bugiardo. Tra innesti e recuperi – fondamentale quello di Almiron – il Bari di Ventura ha tenuto botta per larga parte della partita, e a pochi minuti dallo scadere i nerazzurri vincevano per solo un gol.

Ma andiamo con ordine. Leonardo disegna un Inter che per larga parte della gara non riesce a superare la difesa pugliese.

A sbloccare la gara è Kharja, ultimo arrivato che si candida per un posto importante tra i giocatori di Moratti: riceve palla in area e di sinistro batte l’incolpevole Gillet.

Le altre due reti nerazzurre maturano solo nel finale: Pazzini insacca di piatto – stavolta più colpevole l’estremo difensore del Bari – Snejider festeggia il ritorno scaricando in porta un destro rabbioso, servito splendidamente sempre da Kharja.

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Coppa Italia, l’Inter piega il Napoli ai rigori

Lavezzi ha fallito il suo rigore

Lavezzi ha fallito il suo rigore

Continua il grande calcio in Coppa Italia. E altrimenti non poteva essere, vista la statura delle due compagini che si affrontavano al San Paolo.

In una cornice che ha pochi rivali in Italia, Napoli e Inter hanno disputato un bellissimo incontro che si è risolto solo dopo i calci di rigore.

Entrambe le squadre sono scese in campo con la formazione tipo o quasi. Il tridente partenopeo delle meraviglie non è riuscito a bucare la retroguardia nerazzurra, benché soprattutto in un frangente gli uomini di Leonardo si sono salvati in maniera rocambolesca.

Allo scadere dei tempi supplementari si va quindi ai rigori. I cinque interisti non sbagliano, nel Napoli invece spreca l’uomo più rappresentativo: Lavezzi.

Non si può crocifiggere un giocatore per un rigore sbagliato, e di certo i tifosi campani non lo faranno con il Pocho.

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Udinese straripante, l’Inter è sconfitta

Domizzi ha firmato il 3-1

Domizzi ha firmato il 3-1

La grande rincorsa dei nerazzurri subisce un brutto stop per mano dei bianconeri friulani, in forma strepitosa e momentaneamente quasi inarrestabili.

Trascinati dal superbomber Di Natale, nuovamente primo candidato al titolo di capocannoniere, gli uomini di Guidolin ribaltano la situazione dopo che Stankovic aveva portato l’Inter in vantaggio.

Orfani di Milito, i ragazzi di Leonardo non riescono a trovare il colpo decisivo dopo l’uno a zero, e vengono ripresi da un gran sinistro di Zapata. Poi come detto Di Natale, infine Domizzi chiude i conti a tu per tu con l’incolpevole Castellazzi.

L’Inter è apparsa a tratti smarrita, a causa di qualche svarione di troppo – soprattutto in difesa – e della poca incisività offensiva.

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Campionato, l’Inter vince il recupero col Cesena

Chivu determinante col Cesena

Chivu determinante col Cesena

Il pronostico alla fine è stato pienamente rispettato, ma molti brividi saranno corsi lungo le schiene dei tifosi nerazzurri.

L’Inter vince infatti il recupero con il Cesena, ma solo grazie ad un rocambolesco 3 a 2 maturato dopo che Eto’o e Milito, nel giro di venti minuti, sembravano aver chiuso la partita.

I romagnoli infatti non ci stanno e, complice l’uscita dal campo per infortunio del Principe – risentimento muscolare – si fanno sotto approfittando della sbandata nerazzurra.

Bogdani e Giaccherini trovano infatti il pareggio entro la mezz’ora: trenta minuti di calcio spettacolo, ricco di emozioni.

Il gol decisivo arriva nei minuti di recupero del primo tempo. Chivu devìa in porta un preciso cross di Maicon, tornando a segnare di testa dopo molto, molto tempo.

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