Il Napoli non è per deboli di cuore

Mazzarri in camicia malgrado 2° sotto zero

Mazzarri in camicia malgrado 2° sotto zero

Un noto adagio sostiene che i frutti più dolci nascono dalle radici più amare. Nello sport questo è profondamente vero, e in questo periodo i napoletani ne sanno davvero qualcosa.

La zona Mazzarri sta ormai diventando leggenda. Il Napoli ha conquistato moltissime vittorie nell’ultimo quarto d’ora di gara, credendoci sempre fino alla fine e – sempre come si suol dire – gettando il cuore oltre l’ostacolo.

E’ successo contro la Steaua Bucarest, è successo domenica contro il Lecce. Una partita apparentemente avviata allo zero a zero finale, risolta a pochi secondi dal triplice fischio grazie ad una magia del solito, immenso Cavani.

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La Spagna è Campione del Mondo

Casillas alza la Coppa del Mondo

Casillas alza la Coppa del Mondo

Non è stata una delle partite più belle, ma come è ovvio è stata la più emozionante di questo mondiale contraddistinto dal flop di tante stelle.

Brillano forti invece quelle spagnole, da Casillas a Villa, da Xavi a Puyol, da Fabregas impiegato part – time ad Iniesta, autore del gol mondiale al 116’ minuto di gioco.

E’ stata una partita caratterizzata dall’ennesimo pessimo arbitraggio, funestato dalle poco eleganti intenzioni degli olandesi, i quali non hanno mancato di randellare le Furie Rosse per tutta la partita.

E’ stata la consacrazione del calcio iberico, delle qualità di Barcellona e Real Madrid, dei fenomeni coltivati dai vivai e lanciati alla conquista d’Europa con le loro squadre di club.

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Olanda in finale, il sogno mondiale continua

Van Bronckhorst, sinistro micidiale

Van Bronckhorst, sinistro micidiale

Questa volta è andata come previsto: nella sfida tra le due grandi outsider di questo campionato del Mondo, ha vinto la favorita.

Ha vinto grazie ad un immenso Snejider, che trascina i suoi nel momento peggiore della partita, quando la Celeste di Tabarez ci credeva e il risultato era ancora in pareggio.

Due missili da distanze siderali avevano aperto i giochi: prima Van Bronckhorst di sinistro, poi Forlan di destro. I due capitani.

All’inizio della ripresa l’Uruguay spinge molto e bene, e sfiora anche il vantaggio. Poi ci pensa Snejider, alla fine chiude i conti Robben con un preciso colpo di testa.

Minuti finali da brivido dopo il gol di Maxi Pereira al novantesimo, minuti finali che diventano 6 a dispetto dei 3 inizialmente concessi dall’arbitro.

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Germania, per Maradona è sempre un incubo

Klose ha firmato una doppietta

Klose ha firmato una doppietta

Doveva essere la gustosa vendetta consumata a vent’anni di distanza. Invece Maradona ha dovuto inghiottire l’ennesimo rospo a causa della Germania.

Quando due nazionali come quella tedesca e quella argentina si incontrano, può succedere sempre di tutto. E benché Messi e compagni fossero giudicati nettamente i favoriti, di certo non si trattava di una partita scontata.

Ma nessuno poteva prevedere una simile catastrofe per l’Argentina e un tale trionfo per la Germania.

Un 4 a 0 sontuoso, imperiale, con il quale Klose e i suoi si ritagliano già un piccolo, importante spazio nella storia di questo mondiale.

Il sorprendente Muller, poi Klose, Friedirich e ancora Klose: questa nazionale giovane e operaia stende le stelle argentine, oscurate da una teutonica tempesta.

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Il derby iberico lo decide Villa

Villa: segna sempre lui

Villa: segna sempre lui

I pronostici davano favorita la Spagna, e questo non lo si può negare: i campioni d’Europa hanno una rosa di primissimo valore.

Ma di certo anche il Portogallo non scherza e molti forse pensavano che l’osannato Cristiano Ronaldo avrebbe fatto pendere il piatto della bilancia dalla parte dei lusitani.

Invece è ancora Villa a decidere le sorti della Spagna, con l’ennesimo gol che lo spedisce sempre più nell’olimpo dei campioni iberici.

A Tiago e compagni resta l’amarezza – e il vanto – di essere usciti dal mondiale con un solo gol subito: quello del fenomeno delle Furie Rosse.

Gli uomini di Del Bosque invece continuano l’avventura mondiale con la consapevolezza di essere tra le grandi favorite del torneo.

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La Germania abbatte l’Inghilterra

Klose ha segnato la prima rete

Klose ha segnato la prima rete

E’ vero: se il guardalinee avesse visto quel pallone entrato almeno mezzo metro oltre la linea della porta difesa da Neuer, forse la partita sarebbe cambiata.

Ma al di là dell’ennesima svista arbitrale di questo mondiale, il 4 a 1 che la Germania ha inflitto agli inglesi di Fabio Capello non ammette repliche, come gli stessi giornali di Sua Maestà sottolineano il giorno dopo la storica disfatta.

Niente scuse per il Mister italiano, che vede evaporare la gloria raccolta durante le qualificazioni a questo mondiale: i leoni d’Inghilterra sembravano destinati a grandi risultati, ma oggi la realtà è ben diversa.

La realtà è che i giovani tedeschi allenati da Joachim Loew si candidano prepotentemente alla vittoria finale.

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Torino-Brescia, sfida per la Serie A

Bianchi sarà ancora decisivo?

Bianchi sarà ancora decisivo?

Alla fine è andato tutto come previsto. Il sogno di Cittadella e Sassuolo è tramontato alla fine di 180 minuti giocati intensamente.

La resa dei conti sarà quindi tra due big della serie cadetta, rivali che probabilmente entrambe meriterebbero un posto nel massimo campionato.

Questa sera si gioca l’andata della finale play off a Torino, dove i granata ospiteranno il Brescia di Iachini.

I lombardi hanno dalla loro due risultati su tre: la posizione in campionato – terzi, mentre il Torino si è classificato quarto – da loro la promozione anche in caso di pareggio al termine delle due gare.

I piemontesi si affidano invece ai loro grandi nomi, primo su tutti Bianchi. L’attaccante ha messo a sengno 27 reti, e di certo è ansioso di mettere il suo marchio anche su questo agognato ritorno in A.

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Inter, è Champions

L'Inter è campione d'Europa

L'Inter è campione d'Europa

Molti interisti l’hanno vista per la prima volta. Altri l’hanno vista dopo quasi una vita. Altri, purtroppo, non sono arrivati in tempo a vederla.

Di certo, quella coppa tra le mani di un giocatore interista c’è tornata dopo 45 anni di delusioni e sacrifici, culminati quest’anno con la tripletta che l’Inter ha messo a segno grazie alla guida di Josè Mourinho.

Grazie alla doppietta di un super-Milito, sempre determinante nei momenti caldi e probabile vincitore del prossimo pallone d’oro, i nerazzurri schiantano un Bayern mai pericoloso che si è affidato unicamente alla sua stella Robben.

Ma le rare folate offensive dei tedeschi si sono infrante contro il muro interista, poi è stato El Principe a chiudere i conti con una rete per tempo.

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L’Atletico Madrid vince l’Europa League

Forlan, eroe della finale

Forlan, eroe della finale

E’ stata una grande serata di sport quella andata ieri sera in scena nello stadio Volkspark di Amburgo.

La tanto snobbata (dalle squadre italiane) Europa League ha avuto una finale degnissima, in cui Fulham e Atletico Madrid si sono confrontate a viso aperto, trovando l’emozionante conclusione solo ai tempi supplementari.

Peccato per Roy Hodgson, mister degli inglesi da poco eletto miglior allenatore dell’anno della Premier League, grande festa invece per gli spagnoli.

Le reti tutte spettacolari: prima la deviazione di Forlan al termine di una rocambolesca ma cercata azione dei madrileni, poi il pareggio di Davies, con una girata al volo a pochi metri dalla porta.

E infine ancora l’argentino Forlan, che incide il proprio nome su questa prima Europa League – benché la coppa sia fisicamente la vecchia coppa Uefa – con un tocco beffardo che castiga i britannici.

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La Coppa Italia è nerazzurra

L'uomo-partita Milito

L'uomo-partita Milito

E così il primo titolo è andato in bacheca. La squadra che era ancora in corsa per tutti e tre gli obiettivi stagionali ha messo in archivio il primo, e può ora concentrasi sugli altri due forte di questa prima vittoria.

In una partita macchiata dal gioco eccessivamente duro e infine lordata dall’attimo di follia che ha colto capitan Totti, Milito e i suoi hanno saputo tenere il campo per poi colpire inesorabilmente proprio con il campione argentino.

Di certo tutte le polemiche seguite alla partita tra Inter e Lazio non hanno giovato né al calcio né allo spettacolo.

Lo Special One poi non è di certo uno che capisce quando è meglio evitare di gettare benzina sul fuoco.

In una situazione così rovente, poteva certamente risparmiarsi insinuazioni di dubbio gusto che andranno ad innescare un esplosivo – nel senso negativo del termine – finale di campionato.

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