L’Inter chiude in bellezza, la Coppa Italia è sua

La festa dei nerazzurri con la coppa al cielo

La festa dei nerazzurri con la coppa al cielo

Pronostico pienamente rispettato e minitriplete raggiunto dai nerazzurri, in una stagione piena di luce ed ombre ma alla fine tutt’altro che fallimentare. Supercoppa Italiana, Mondiale per Club e ora la Coppa Italia.

Primo titolo da allenatore per Leonardo, che a dispetto del punteggio finale se l’è vista molto brutta per gran parte del secondo tempo.

Straordinario ancora una volta Eto’o, autentico vincitore di questa finale con la sua determinante doppietta. I rosanero dal canto loro hanno poco o nulla da rimproverarsi: giusto l’imprecisione – o la sfortuna – sottoporta, fondamentale alla fine per l’assegnazione del trofeo.

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Il Barcellona è campione d’Europa

I Blaugrana alzano la coppa al cielo di Londra

I Blaugrana alzano la coppa al cielo di Londra

Il calcio è un gioco stupendo perché il pallone è rotondo, e non sempre vincono i più forti. Si sprecano gli esempi di perfetti Davide capaci di abbattere monumentali Golia.

Ma la Champions League, quest’anno, ha dimostrato che essere i più forti, alla lunga, paga. Perché ha vinto proprio la squadra più forte, la compagine attualmente migliore del pianeta, capace di strapazzare un team di primissimo piano come il Machester United.

Non c’è stata partita. Dopo la fiammata iniziale degli uomini di Ferguson, i ragazzi di Guardiola – bassini, agili e dai piedi fatati – hanno dimostrato che il calcio è un gioco soprattutto tecnico, oltre che fisico.

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Il Porto vince l’Europa League

Il giovane e vincente tecnico Villas Boas

Il giovane e vincente tecnico Villas Boas

L’ennesimo derby lusitano di questo torneo si è concluso esattamente come i bookmakers avevano pronosticato.

Sfuma il sogno della cenerentola Braga, sconfitta dai ben più blasonati connazionali del Porto. La gara è tutto sommato noiosa, e viene decisa dal solito Falcao che a pochi minuti dall’intervallo trova il guizzo per scardinare la difesa degli avversari.

Parca di emozioni, la partita si conclude con questo risultato, consegnando al Porto un’altra coppa internazionale.

Si sprecano gli elogi per il tecnico Villas Boas, allievo di Mourinho balzato agli onori della cronaca italiana per il presunto interessamento della Juventus.

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Coppa Italia, il Palermo è in finale

I rosanero esultano dopo la rete di Migliaccio

I rosanero esultano dopo la rete di Migliaccio

Ancora alle prese con i postumi dei festeggiamenti post scudetto, i tifosi del Milan erano probabilmente sicuri di andarsi a giocare la finale di Coppa Italia per puntare al “doble”.

C’hanno pensato Migliaccio e Bovo a riportare i rossoneri sulla terra, estromettendoli dal torneo grazie ad un gol a testa.

E’ stata proprio la testa di Migliaccio a portare in vantaggio i rosanero: corner dalla destra e pelata del giocatore che anticipa tutti e mette in rete. Il Milan non riesce a reagire e anzi va ancora sotto grazie al rigore di Bovo, atterrato in area da Van Bommel (espulso).

L’ingresso di Ibrahimovic scuote gli ospiti, ma ormai il Barbera ci crede. A nulla serve la rete dello svedese, a pochi secondi dal termine. Il sogno rossonero della doppietta svanisce in Sicilia.

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Inter, questa volta è un vero disastro

Leonardo guarda attonito la disfatta dei suoi

Leonardo guarda attonito la disfatta dei suoi

Non ci sono aggettivi sufficienti per descrivere in maniera efficace la disfatta sportiva cui l’Inter è andata incontro ieri sera.

Perché è lecito non passare i quarti di finale di Champions League, ma non è consentito farlo in maniera tanto tragicomica, men che meno davanti al proprio pubblico.

E sì che i nerazzurri erano partiti benissimo grazie alla rete di Stankovic. Poi il pareggio dei tedeschi, e il successivo raddoppio del ritrovato Milito.

Ma lo Schalke non ci sta, insiste, pressa, gioca meglio e trova il due a due con Edu, che di li a poco si scatenerà del tutto.

La ripresa infatti vede in scena l’atto principale della disfatta interista. Raul – andato anche a segno – e compagni dilagano, infilando l’incolpevole Julio Cesar a ripetizione.

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Champions, la Roma si suicida in casa

Bruttissima serata per i giallorossi

Bruttissima serata per i giallorossi

Se il Milan è inguaiato, la Roma non sta messa meglio. Davanti al solito caloroso pubblico dell’Olimpico – infuriato a fine gara – i giallorossi sono sbandati pericolosamente, e solo grazie ad una giocata personale non hanno già dato l’addio alla Champions League.

E sì che gli uomini di Ranieri erano partiti bene: nella prima frazione di gioco mettono sotto gli ucraini, trovando anche il vantaggio con Perrotta.

Peccato che lo Shakhtar Donetsk pareggi neanche un minuto più tardi, con Jadson. Poco dopo raddoppia Costa.

Il suicidio della Roma trova il suo apice quando Riise cade come se l’avessero passato a fil di spada, cedendo la palla agli avversari e regalando a Luiz Adriano il gol facile facile del tre a uno.

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Champions, il Tottenham sgambetta il Milan

Crouch, gol pesante a San Siro

Crouch, gol pesante a San Siro

Partono malissimo gli ottavi di finale per le italiane. Al Giuseppe Meazza i padroni di casa rossoneri vengono superati per uno a zero dal solito, pericolosissimo Tottenham.

Gli inglesi, malgrado le diverse assenze – il terzino Bale su tutte – travolgono il Milan nella prima mezz’ora di gioco.

Allegri prova a prendere le contromisure, lasciando Seedorf negli spogliatoi e puntando su Pato, fino alla ripresa in panchina.

Il diavolo riesce ad imbastire un gioco diverso da quello inefficace e confuso del primo tempo, ma la squadra di mister Redknapp sta bene e regge in scioltezza gli assalti di Ibrahimovic e compagni.

A dieci minuti dal termine cambia la gara: contropiede fulminante di Lennon che mette al centro per il Petar Crouch. Il segaligno attaccante degli Spurs non deve far altro che spingere la palla in rete, mandando il Milan sull’orlo del baratro.

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Il Giappone di Zaccheroni sul tetto d’Asia

Zaccheroni ha guidato il Giappone alla vittoria

Zaccheroni ha guidato il Giappone alla vittoria

Ancora una grandissima affermazione dei nostri bravi allenatori italiani in giro per il mondo.

Questa volta il bottino è veramente grosso, sebbene ovviamente proporzionato al tipo di squadra allenata.

E’ difficile che Alberto Zaccheroni, mister del Giappone, riesca a vincere la Coppa del Mondo. Ma quello che era potenzialmente alla sua portata, ovvero la Coppa d’Asia, è stato conquistato con grande maestria dal CT italiano.

Benchè la squadra e la tradizione calcistica nipponica siano tra le più importanti del continente, quest’anno Nagatomo e compagni non partivano come favoriti.

Esaltante quindi la vittoria dei giapponesi contro i coreani, in semifinale, che ha spalancato agli uomini di Zac le porte della finale.

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Coppa Italia, il Milan elimina il Bari

Grande serata del giovane Merkel

Grande serata del giovane Merkel

Anche i rossoneri si aggiungono tra le otto squadre che si giocheranno i quarti di Coppa Italia, liquidando il Bari con un secco 3 a 0.

I pugliesi hanno tentato di far vedere qualcosa, mossi probabilmente dall’orgoglio ferito dalla posizione in campionato, ma i talenti rossoneri del reparto offensivo hanno rapidamente chiuso la questione.

Cassano, titolare dall’inizio, ha fatto vedere sprazzi di bel calcio. Fantantonio c’è, ma ha bisogno di minuti nelle gambe. Ibrahimovic apre al solito le danze, battendo il portiere Padelli.

Il raddoppio è opera del giovanissimo tedesco Merkel che, approfittando di una doppia svista dell’arbitro – fallo di Ibra e fuorigioco di Robinho – chiude i conti prima dell’intervallo.

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Coppa Italia: Palermo ai quarti, Chievo fuori

Miccoli ha trasformato il calcio di rigore

Miccoli ha trasformato il calcio di rigore

C’è da chiedersi sei i tifosi rosanero saranno stati contenti o meno di vedere il primo rigore (da molto tempo a questa parte) a favore della propria squadra assegnato in Coppa Italia piuttosto che in campionato.

Sono infatti passati mesi e mesi da quel dì, quando i rosanero beneficiarono l’ultima volta di un tiro dagli undici metri.

Comunque sia, il penalty di ieri – trasformato da Fabrizio Miccoli – è risultato determinante per superare un Chievo imbottito di seconde linee.

Non che Delio Rossi non abbia fatto turn – over: semplicemente la rosa del Palermo è assai più ampia rispetto a quella più modesta dei veneti.

Così, malgrado la superiorità in campo dei siciliani, solo un evidente rigore – giustamente concesso – ha spalancato alla compagine di Zamparini le porte dei quarti di finale.

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