Un pari chiude l’anonima stagione della Fiorentina

Cerci ha disputato un buon campionato

Cerci ha disputato un buon campionato

Dopo anni di euforie prandelliane, i tifosi della squadra toscana sono tristemente tornati con i piedi per terra.

E sì che, ripensando alle varie fasi del campionato, i sostenitori viola possono tutto sommato essere contenti di aver raggiunto la salvezza con largo anticipo, o meglio di non essere mai stati coinvolti veramente nella lotta per evitare la retrocessione.

Con il già condannato Brescia – due a due, ad opera di Eder e Accardi per le rondinelle, Vargas e Cerci per la Fiorentina – si è conclusa quest’annata che forse può essere propedeutica ad un salto di qualità futuro.

Recuperando Jovetic e Vargas a pieno servizio, puntando su Cerci e Camporese e rinnovando soprattutto i registi di centrocampo – Montolivo pare ormai in partenza – Mihajlovic potrà cercare di ottenere migliori risultati nel campionato venturo.

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Salvezza, la prossima giornata è di fuoco

Iachini, il Mister del Brescia

Iachini, il Mister del Brescia

Il quart’ultimo turno di campionato si prospetta di fuoco per le squadre che lottano per la permanenza in Serie A. Se non matematici, comunque potrebbero giungere verdetti quasi definitivi.

E’ il caso di Sampdoria – Brescia. Al Ferraris i padroni di casa cercheranno di emergere dalla zona rossa: in caso di vittoria i liguri volerebbero a trentotto punti, mentre le rondinelle sarebbero praticamente condannate.

Anche Chievo – Lecce sarà una partita giocata sul filo del rasoio. Ai veneti basterebbe un pareggio per raggiungere la famosa quota-salvezza di quaranta punti, ma se vincessero i pugliesi allora la squadra di Campedelli dovrebbe soffrire sino alla fine della stagione.

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Il Brescia batte il Parma e continua a sperare

Bega ha segnato contro il Parma

Bega ha segnato contro il Parma

Definirla una vittoria determinante è dir poco. I tre punti che le rondinelle conquistano in casa, ai danni del Parma, muovono sostanzialmente la classifica della compagine di Corioni.

In realtà la posizione dei bresciani è sempre la stessa: penultimi. Ma la ventesima giornata di campionato ha visto cadere Cesena, Bologna e Bari, senza contare i pareggi di Catania e Lecce.

Ecco perche la vittoria ottenuta la squadra guidata da Mario Beretta, agevolata dall’espulsione del ducale Paci e grazie alle reti di Bega e Diamanti, vale doppio.

I tre punti consentono ai lombardi di raggiunge quota 18 in classifica, a soli quattro punti da un gruppone sostanzioso che ancora non è riuscito ad uscire dal pantano della zona retrocessione.

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Maxi Lopez da ossigeno al Catania

Maxi Lopez è tornato al gol

Maxi Lopez è tornato al gol

Il bomber argentino ha smarrito il fiuto per il gol, in questa stagione. Ma per fortuna dei sicliani, l’attaccante è ancora capace di segnare reti molto importanti.

Come quella realizzata domenica scorsa contro il Brescia, davanti al pubblico amico del Massimino.

Una sforbiciata volante tanto apprezzabile quanto efficace, capace di spedire la palla in fondo alla rete e di regalare alla squadra di Giampaolo tre punti fondamentali contro una diretta concorrente per la salvezza.

Tre punti grazie ai quali gli etnei volano a quota ventuno, staccando nettamente la zona calda della classifica e incamerando così ben sei lunghezze di vantaggio sugli avversari di giornata e sulle altre compagini ferme a quindici punti.

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Zona retrocessione, la classifica si allunga

Ventura: il suo Bari è in difficoltà

Ventura: il suo Bari è in difficoltà

Dopo la diciassettesima giornata di campionato la lotta per la permanenza in Serie A inizia a prendere una fisionomia ben definita.

Il Bari, letteralmente falcidiato dagli infortuni, giace mestamente in ultima posizione con appena undici punti in cassa.

Poi abbiamo un tris di squadre appaiate a quindi punti: al momento sembrano le più accreditate a restare impantanate fino alla fine del torneo.

Si tratta di Lecce e Brescia, entrambe sconfitte domenica scorsa, e del Cesena. Quest’ultima è riuscita ad acciuffare le altre due compagini grazie alla preziosissima vittoria contro il Cagliari di Donadoni.

A quota diciannove – quindi già quattro punti di distacco – si trovano Parma e Fiorentina. Malgrado il loro claudicante avvio di campionato sembra improbabile che queste due formazioni, fornite anche di grandi talenti, rimangano a lungo così vicine alla zona retrocessione.

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Brescia: via Iachini, ecco Beretta

Il patron Corioni e Mario Beretta

Il patron Corioni e Mario Beretta

Un’altra panchina salta in Serie A. Questa volta è stato il turno di Iachini, ormai ex-tecnico del Brescia che non è riuscito ad invertire la pessima rotta intrapresa dai suoi in questo campionato.

L’esonero è arrivato dopo la netta sconfitta subìta dalle rondinelle al Meazza, contro il Milan. Di certo non la partita che ha deciso la fine della sua avventura bresciana, ma solo l’epilogo dopo appena dodici punti conquistati in quindici giornate.

L’organico dei lombardi è di tutto rispetto, e ora starà a Beretta tirar fuori il meglio da questi ragazzi.

Il nuovo allenatore sembra pronto ad una minirivoluzione, che pare partire dalla difesa: Zoboli e Mareco dovrebbero tornare titolari, a discapito anche di un nome “importante” come quello di Zebina.

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Allegri, Ibra e un Milan da Scudetto

Robinho è tornato ai suoi veri livelli

Robinho è tornato ai suoi veri livelli

Tutti i dubbi sono ormai tramontati. Grazie alla concomitante debacle dell’Inter, il Milan di Allegri è il principale candidato alla vittoria dello scudetto.

Il Mister ha trovato la famosa quadratura del cerchio, ritrovando al contempo giocatori inizialmente sbandati come Robinho e Boateng.

Per quanto il Brescia non rappresenti, oggi, un test particolarmente difficoltoso, i rossoneri hanno dimostrato di saper liquidare facilmente le “piccole” che spesso si frappongono nel cammino delle grandi squadre verso il titolo finale.

La stella assoluta del Milan, poi, è ovviamente Ibrahimovic. Lo svedese continua a segnare, e quando non segna manda in rete i compagni.

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Corradi dà ossigeno all’Udinese

Corradi ha steso il Brescia

Corradi ha steso il Brescia

La situazione dei friulani si stava facendo incredibilmente scottante, e lo zero a zero che stava maturando dopo novanta minuti di gara con il Brescia non avrebbero certo migliorato la situazione.

Ma ecco che invece va in rete l’attaccante che non ti aspetti. Mentre Di Natale vaga ancora tra le nebbie della sterilità offensiva, Corradi è entrato a partita in corso risolvendo la situazione con una sua zuccata.

Il centravanti bianconero di origini senesi non ha mai brillato per la sua prolificità, ma questa volta una rete basta e avanza per dare ossigeno ad una squadra con l’acqua alla gola.

Alla fine il Brescia cade in casa mentre l’Udinese strappa tre importantissimi punti in trasferta, scavalca Fiorentina e Parma, e aggancia il Cagliari, portandosi peraltro ad un solo punto da un nutrito gruppo di squadre.

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Brescia, la matricola dei grandi acquisti

Diamanti con il presidente Corioni

Diamanti con il presidente Corioni

Il ritorno in Serie A delle rondinelle è coinciso con una sontuosa campagna acquisti effettuata dalla società lombarda.

Inevitabile il gioco di parole visto che la punta di diamante del mercato bresciano è stata l’acquisto del fantasista Diamanti, di ritorno in Italia dopo l’avventura con il West Ham.

Il trequartista sbocciato a Livorno ha il compito di innescare l’airone Caracciolo e Possanzini, a cui si è aggiunto il brasiliano Eder: in arrivo dall’Empoli, potrebbe far faville in questa stagione.

Nel reparto arretrato importanti due innesti provenienti dal Torino.

Tra i pali Matteo Sereni, navigato portiere che già nel 2002/03 vestì la maglia delle rondinelle: la salvezza del Brescia passerà anche attraverso le sue mani.

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Brescia in Paradiso: in A dopo 5 anni

Possanzini, in rete contro il Toro

Possanzini, in rete contro il Toro

Un noto adagio sostiene che i frutti più dolci arrivano dalle radici più amare.

Sicuramente è quello che avranno pensato ieri i tifosi del Brescia, pazzi di gioia per il ritorno in Serie A al termine di un campionato disputato con il coltello tra i denti e conclusosi dopo un numero infinito di partite.

Colantuono, prima che iniziasse questa doppia sfida, aveva detto che Possanzini era l’uomo da tenere d’occhio: il mister del Torino si è rivelato decisamente profetico.

Nell’arco dei 180 minuti sicuramente è stato proprio l’attaccante delle rondinelle a mettere l’impronta determinante per l’esito dello spareggio.

Suo il tiro a girare che batte infila inevitabilmente il portiere granata, rompendo l’equilibrio e spianando la strada per il massimo campionato italiano.

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