El Shaarawy ad un passo dal Milan

El Shaarawy in azione contro la Reggina

El Shaarawy in azione contro la Reggina

La giovane promessa italiana – nata in Liguria da padre egiziano – dovrebbe essere ad un passo dal vestire la casacca rossonera dei campioni d’Italia.

El Shaarawy, appena diciottenne, è reduce da una grandissima stagione disputata con la maglia del Padova, in Serie B. In venticinque presenze ha realizzato sette reti: particolarmente importanti le due segnate al Varese, nella semifinale dei playoff.

Il gioiellino, di proprietà del Genoa, ha attraversato tutte le varie nazionali under dell’Italia. Le premesse insomma ci sono tutte.

Certo andare al Milan a soli diciotto anni rischia di bruciare eccessivamente le tappe per questo giovanissimo centrocampista dalle spiccate capacità offensive.

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Milan, a Roma arriva lo Scudetto

I protagonisti del diciottesimo scudetto rossonero

I protagonisti del diciottesimo scudetto rossonero

Dopo trentasei giornate, il campionato ha finalmente un vincitore. Serviva l’ultimo punto al Milan di Allegri, e questo punto è arrivato grazie allo 0 a 0 conquistato dai rossoneri nel catino giallorosso dell’Olimpico di Roma.

Da almeno due turni la questione era definitivamente chiusa, ma i festeggiamenti possono ovviamente iniziare solo con la matematica certezza, giunta per i tifosi del Diavolo in una fresca sera di maggio.

La costanza è stata l’arma in più della società milanese che, pur avendo perso diversi scontri diretti, ha saputo conquistare ovunque punti importanti, mentre le rivali – Inter e Napoli – incappavano in quelli che sarebbero stati alla fine imprevisti determinanti.

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Milan, un derby che vale mezzo scudetto

Pato euforico dopo la rete segnata

Pato euforico dopo la rete segnata

Doveva essere la sera in cui l’Inter completava la grande rimonta al primo posto, scavalcando gli odiati cugini rossoneri.

Invece è stata probabilmente la sera in cui i nerazzurri hanno abdicato, lasciando la strada quasi spianata al Diavolo di Allegri.

Troppo molli gli interisti, troppo in palla i milanisti, in gol dopo neanche un minuto di gioco. Una rete che sicuramente ha cambiato il volto alla partita, ma è impossibile dire sarebbe davvero potuta andare diversamente.

Pato in forma smagliante, Van Bommel e compagni giganteschi contro il frastornato centrocampo di Moratti. Leonardo dice di crederci ancora, ma con così poche giornate al termine del campionato, l’Inter sembra ormai fuori dai giochi scudetto.

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Champions, il Tottenham sgambetta il Milan

Crouch, gol pesante a San Siro

Crouch, gol pesante a San Siro

Partono malissimo gli ottavi di finale per le italiane. Al Giuseppe Meazza i padroni di casa rossoneri vengono superati per uno a zero dal solito, pericolosissimo Tottenham.

Gli inglesi, malgrado le diverse assenze – il terzino Bale su tutte – travolgono il Milan nella prima mezz’ora di gioco.

Allegri prova a prendere le contromisure, lasciando Seedorf negli spogliatoi e puntando su Pato, fino alla ripresa in panchina.

Il diavolo riesce ad imbastire un gioco diverso da quello inefficace e confuso del primo tempo, ma la squadra di mister Redknapp sta bene e regge in scioltezza gli assalti di Ibrahimovic e compagni.

A dieci minuti dal termine cambia la gara: contropiede fulminante di Lennon che mette al centro per il Petar Crouch. Il segaligno attaccante degli Spurs non deve far altro che spingere la palla in rete, mandando il Milan sull’orlo del baratro.

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Allegri, Ibra e un Milan da Scudetto

Robinho è tornato ai suoi veri livelli

Robinho è tornato ai suoi veri livelli

Tutti i dubbi sono ormai tramontati. Grazie alla concomitante debacle dell’Inter, il Milan di Allegri è il principale candidato alla vittoria dello scudetto.

Il Mister ha trovato la famosa quadratura del cerchio, ritrovando al contempo giocatori inizialmente sbandati come Robinho e Boateng.

Per quanto il Brescia non rappresenti, oggi, un test particolarmente difficoltoso, i rossoneri hanno dimostrato di saper liquidare facilmente le “piccole” che spesso si frappongono nel cammino delle grandi squadre verso il titolo finale.

La stella assoluta del Milan, poi, è ovviamente Ibrahimovic. Lo svedese continua a segnare, e quando non segna manda in rete i compagni.

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Champions League, il Milan pareggia ad Amsterdam

Brutta partita di Robinho

Brutta partita di Robinho

La squadra di Allegri è un cantiere a cielo aperto, e se un punto è stato conquistato contro l’Ajax lo si deve praticamente ad Ibrahimovic.

Il gioco latita – lo stesso Seedorf ha criticato i troppi lanci lunghi dei suoi – e se non ci fosse stato lo svedese il Milan sarebbe probabilmente in crisi nera.

Ma Ibra c’è e le cinque reti realizzate in sei partite lo dimostrano. Ancora smarrito Robinho, che a tu per tu con Stekelemburg si mangia il più facile dei gol.

Grandi meriti vanno ai lancieri olandesi, i quali hanno disputato un’ottima gara trovando anche il vantaggio iniziale con El Hamdauoi.

Data la trasferta difficile il Milan si può anche accontentare, ma è chiaro che per ambire a vittorie ben più importanti sarà necessario un deciso cambio di rotta.

Per il momento non resta che godersi la strepitosa forma di Ibramhimovic, aspettando il rientro di pedine importanti come Pato e Ambrosini.

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Milan, il prossimo allenatore è Allegri?

Ancora incerto il futuro di Allegri

Ancora incerto il futuro di Allegri

La settimana scorsa pareva ormai cosa fatta: i maggiori organi di stampa davano imminente l’annuncio di Allegri come prossimo allenatore rossonero.

Ma la cosa è andata rapidamente raffreddandosi, fino ad arrivare all’attuale stato di stallo.

La panchina del Milan è quindi vuota, e salvo colpi di scena sembra in bilico tra Allegri e il duo Galli – Tassotti.

Se davvero fossero solo queste due le scelte, sicuramente sarebbe meglio puntare su un allenatore di belle speranze come l’ex tecnico del Cagliari.

Potrebbe portare una ventata di freschezza in un ambiente che, malgrado i grandi risultati ottenuti da Leonardo con una rosa tutto sommato modesta, ha bisogno di una scossa.

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Nenè, allora è un vero bomber

nene_juvQuando questo giocatore brasiliano sbarcò in Italia provenendo dal campionato portoghese, non suscitò molto clamore. Questo malgrado la caterva di reti segnate con la maglia del Nacional – ben 28 in 20 partite di campionato.

Neanche il suo nuovo allenatore, Allegri del Cagliari, sembrava crederci più di tanto. Durante la prima parte di questa stagione gli ha infatti preferito Jeda, Matri e, molto peggio, persino Larrivey.

Ma pian piano Nenè ha iniziato a conquistare minuti, segnando anche nei brevi scampoli di partita che il mister gli concedeva.

La quattordicesima giornata ha consacrato l’attaccante come titolare dei sardi. Il missile terra-aria che ha trafitto Buffon lascia pochi dubbi, a maggior ragione se lo aggiungiamo alle altre reti che il brasiliano ha già siglato.

Serie A: rissa negli spogliatoi dopo Fiorentina – Cagliari

Ci sarebbe stata una rissa tra giocatori nel sottopassaggio degli spogliatoi, al termine della partita di ieri Fiorentina- Cagliari. La denuncia è dell’ allenatore rossoblu’ Allegri: “Sembra che nel sottopassaggio ci sia stata un’ aggressione da parte di alcuni giocatori della fiorentina ai miei ragazzi” ha detto ” Abbiamo un giocatore spaccato, Lopez, che un pugnoo da qualcuno lo deve aver preso”. All’ oscuro di tutto, invece, l’ allenatore viola Prandelli “Io non ho visto nulla”.allegri

Donadoni: “Mourinho è poco educato”

DonadoniRoberto Donadoni, neo allenatore del Napoli, trova il collega Jose’ Mourinho “poco elegante e poco educato” nelle sue dichiarazioni. L’ex ct commenta cosi’ a Sky le affermazioni del tecnico dell’Inter sui tecnici che non fanno le formazioni. “Mi stupisce come lui possa avere tutte queste conoscenze e conoscere nei dettagli le situazioni altrui – ha aggiunto – Probabilmente ha voluto buttare li’ una delle solite frasi ad effetto. Valutazioni date cosi’, lasciano il tempo che trovano”. Anche gli altri tecnici di serie A criticano il portoghese. Ulivieri (Assoallenatori) va giu’ duro: “L’ha fatta fuori dal vaso”. Per l’allenatore del Cagliari Allegri le parole di Mou “cadono nel patetico”. Ma il presidente Moratti difende il suo tecnico: “Arrabbiarsi con lui e’ una moda”.