Nazionali

La Spagna è Campione del Mondo

Casillas alza la Coppa del Mondo

Casillas alza la Coppa del Mondo

Non è stata una delle partite più belle, ma come è ovvio è stata la più emozionante di questo mondiale contraddistinto dal flop di tante stelle.

Brillano forti invece quelle spagnole, da Casillas a Villa, da Xavi a Puyol, da Fabregas impiegato part – time ad Iniesta, autore del gol mondiale al 116’ minuto di gioco.

E’ stata una partita caratterizzata dall’ennesimo pessimo arbitraggio, funestato dalle poco eleganti intenzioni degli olandesi, i quali non hanno mancato di randellare le Furie Rosse per tutta la partita.

E’ stata la consacrazione del calcio iberico, delle qualità di Barcellona e Real Madrid, dei fenomeni coltivati dai vivai e lanciati alla conquista d’Europa con le loro squadre di club.

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Germania – Spagna, vincono i tori scatenati

Il capitano Puyol

Il capitano Puyol

La bella avventura di questa giovane Germania finisce in semifinale, dove i teutonici giocatori di mister Loew non sono riusciti a battere i più navigati atleti di Del Bosque.

La partita è stata equilibrata per tutto il primo tempo, con qualche occasione da una parte e dall’altra.

Ma nella ripresa le Furie Rosse si sono scatenate, tramortendo Schweinsteiger e compagni per almeno venti minuti.

Poi è arrivato il poderoso colpo di testa di Puyol, che ha superato il seppur bravissimo Neuer mandando in porta un cross proveniente dall’angolo.

Da lì in avanti la Germania è solo sprazzi dettati dalla disperazione, mentre Pedro sul fronte opposto si mangia il raddoppio praticamente fatto a causa di un imperdonabile eccesso di egoismo che, vista la situazione ancora incerta, poteva costare carissimo.

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Olanda in finale, il sogno mondiale continua

Van Bronckhorst, sinistro micidiale

Van Bronckhorst, sinistro micidiale

Questa volta è andata come previsto: nella sfida tra le due grandi outsider di questo campionato del Mondo, ha vinto la favorita.

Ha vinto grazie ad un immenso Snejider, che trascina i suoi nel momento peggiore della partita, quando la Celeste di Tabarez ci credeva e il risultato era ancora in pareggio.

Due missili da distanze siderali avevano aperto i giochi: prima Van Bronckhorst di sinistro, poi Forlan di destro. I due capitani.

All’inizio della ripresa l’Uruguay spinge molto e bene, e sfiora anche il vantaggio. Poi ci pensa Snejider, alla fine chiude i conti Robben con un preciso colpo di testa.

Minuti finali da brivido dopo il gol di Maxi Pereira al novantesimo, minuti finali che diventano 6 a dispetto dei 3 inizialmente concessi dall’arbitro.

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Germania, per Maradona è sempre un incubo

Klose ha firmato una doppietta

Klose ha firmato una doppietta

Doveva essere la gustosa vendetta consumata a vent’anni di distanza. Invece Maradona ha dovuto inghiottire l’ennesimo rospo a causa della Germania.

Quando due nazionali come quella tedesca e quella argentina si incontrano, può succedere sempre di tutto. E benché Messi e compagni fossero giudicati nettamente i favoriti, di certo non si trattava di una partita scontata.

Ma nessuno poteva prevedere una simile catastrofe per l’Argentina e un tale trionfo per la Germania.

Un 4 a 0 sontuoso, imperiale, con il quale Klose e i suoi si ritagliano già un piccolo, importante spazio nella storia di questo mondiale.

Il sorprendente Muller, poi Klose, Friedirich e ancora Klose: questa nazionale giovane e operaia stende le stelle argentine, oscurate da una teutonica tempesta.

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Miracolo Olanda, il Brasile è fuori

Felipe Melo disastroso come sempre

Felipe Melo disastroso come sempre

I bookmakers non quotavano la partita come se fosse stata un Brasile – Isole Far Oer, ma per l’opinione pubblica era qualcosa di molto simile.

La nazionale verdeoro di Dunga sembrava ormai destinata a disputare l’ennesima finale mondiale della sua storia, ostacolata solo da quest’Olanda poco stellare e da un Uruguay, futura avversaria, facilmente superabile.

E invece gli oranje hanno cambiato il corso della storia, vincendo meritatamente una partita conquistata gettando il cuore oltre l’ostacolo.

Bellissimo il gol di Robinho, che firma l’1 a 0 per il Brasile. Poi micidiale – per i suoi – l’autogol di Felipe Melo, che malgrado il cambio di maglia non poteva diventare ciò che non è.

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Il derby iberico lo decide Villa

Villa: segna sempre lui

Villa: segna sempre lui

I pronostici davano favorita la Spagna, e questo non lo si può negare: i campioni d’Europa hanno una rosa di primissimo valore.

Ma di certo anche il Portogallo non scherza e molti forse pensavano che l’osannato Cristiano Ronaldo avrebbe fatto pendere il piatto della bilancia dalla parte dei lusitani.

Invece è ancora Villa a decidere le sorti della Spagna, con l’ennesimo gol che lo spedisce sempre più nell’olimpo dei campioni iberici.

A Tiago e compagni resta l’amarezza – e il vanto – di essere usciti dal mondiale con un solo gol subito: quello del fenomeno delle Furie Rosse.

Gli uomini di Del Bosque invece continuano l’avventura mondiale con la consapevolezza di essere tra le grandi favorite del torneo.

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Paraguay ai quarti dopo i rigori

Cardozo ha firmato l'ultimo rigore

Cardozo ha firmato l'ultimo rigore

Ci sono voluti più di centoventi minuti per decidere quale tra le due squadre che oggi si giocavano la storia calcistica del loro Paese avesse diritto ad accedere ai quarti di finale.

Alla fine i sogni dei giapponesi si sono infranti contro la traversa, quando Komano la centra anziché realizzare il quarto tiro dal dischetto nella lotteria dei rigori.

I paraguaiani invece non sbagliano mai: Barreto, Barrios, Riveros, Valdez e infine Cardozo portano la propria compagine al turno successivo di questa Coppa del Mondo ricca di sorprese.

Grande rammarico per i giocatori del Sol Levante, che ce l’hanno messa tutta tenendo testa ad un avversario che anche la nostra Italia non è riuscita a battere.

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Arbitri, una vergogna mondiale

I fischietti nella bufera

I fischietti nella bufera

Nel calcio le sviste arbitrali ci stanno. Nell’arco di un campionato, se un direttore prende un clamoroso abbaglio, ci si può sempre rifare la settimana dopo.

Ma in un mondiale ogni errore può diventare decisivo, soprattutto se palese agli occhi di tutti.

Ne sanno qualcosa il Trap e gli irlandesi, derubati da una mano truffaldina di Henry: il destino poi ha reso giustizia ai fedeli di San Patrizio.

Ne sanno qualcosa i frastornati Leoni d’Inghilterra: forse la Germania avrebbe vinto lo stesso, ma quel pallone entrato almeno di mezzo metro che valeva il pareggio magari cambiava la partita.

Ne sanno qualcosa anche i messicani. Quasi certamente l’Argentina li avrebbe travolti comunque, ma Tevez segna almeno un metro abbondante in fuorigioco.

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Olanda, due stelle illuminano il cielo

Snejider trascina l'Olanda

Snejider trascina l'Olanda

Sono stati grandi avversari e grandissimi protagonisti nella finale di Champions Legue, appena un paio di mesi or sono.

Uno con la maglia dell’Inter, l’altro con la maglia del Bayer Monaco. Ora sono fianco a fianco, entrambi con la maglia arancione dell’Olanda.

Snejider e Robben, due tra i più fulgidi talenti degli orange, hanno liquidato la pratica Slovacchia con una rete a testa.

A poco è servito il gol degli slovacchi di Vittiek – il castigatore degli azzurri – che al 49’ minuto del secondo tempo ha trasformato il rigore causato da un fallo del portiere olandese Stekelenburg.

Hamsik e compagni, comunque, escono a testa alta dal campionato del mondo. Porteranno sempre con loro la qualificazione agli ottavi e la storica vittoria con l’Italia.

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Semifinaliste, una sarà Uruguay o Ghana

Cavani con la maglia uruguaiana

Cavani con la maglia uruguaiana

Questo quarto di finale si giocherà tra qualche giorno, ma di certo è già una notizia.

Una delle quattro semifinaliste di questo mondiale, una tra le quattro nazionali più forti del pianeta, sarà la vincitrice della partita Uruguay – Ghana.

Di certo non si può negare che gli incastri nati dai gironi di qualificazione abbiano aiutato queste due clamorose sorprese del torneo: i sudamericani hanno liquidato la Corea del Sud, gli africani hanno battuto gli ostici Stati Uniti ai supplementari.

Ma questo non può sminuire i meriti di due compagini che si giocano un posto nella storia.

L’Uruguay insegue i fasti di un tempo ormai lontano, sognando di giocarsi il tutto per tutto in una semifinale che terrebbe la nazione con il fiato sospeso.

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