Nazionali

Maradona, la federazione argentina insiste. Inspiegabilmente.

Maradona resterà CT?

Maradona resterà ?

Continuano le trattative tra il Pibe de Oro e la federazione argentina, che vorrebbe il miglior calciatore del ancora sulla della propria .

Le ultime notizie danno però ormai imminente la rottura tra il tecnico e la federazione, che anziché gioire pare rammaricata della decisione di Diego.

Non si capisce infatti come i disastrosi risultati ottenuti da Maradona possano aver spinto i dirigenti del calcio argentino a tentare di mantenere in sella questo scarso Commissario Tecnico.

Qualificato per il rotto della cuffia al Mondiale, il mister della argentina non ha mai dato un vero gioco ai suoi, finendo poi per essere eliminato da una Germania sicuramente brillante ma non all’altezza delle potenzialità di Messi e compagni.

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Baggio torna al calcio, il futuro è in panchina

Roberto Baggio

Roberto

Roberto . Come urlava Pizzul, semplicemente “Roberto”. Per tutti, il divin codino. Probabilmente il più grande giocatore italiano degli ultimi trent’anni.

Sono passati sei anni da quando ha abbandonato il calcio: era il mese di maggio del 2004, e con la maglia del Brescia l’attaccante che tanti tifosi ha fatto sognare abbandonava i verdi campi della Serie A.

Da allora è rimasto completamente estraneo al calcio, ritirandosi a vita privata tra la sua casa in Italia e i suoi poderi in patagonia.

Da poco è iniziato il lento percorso che lo riporterà nel magico mondo del pallone, un a che potrebbe portarlo ad allenare nella massima serie in appena due anni.

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Italia e Spagna, la differenza è nei grandi club

Tanti nazionali, nessun italiano

Tanti nazionali, nessun italiano

Il calcio europeo va in vacanza per almeno un paio di settimane. In attesa che arrivino i primi impegni ufficiali, non manca il tempo per fare qualche analisi sul appena concluso.

Paragonando i freschi ex-campioni del e i neocampioni del , si capisce subito dove sta la differenza tra le due compagini.

Le Furie Rosse salite sul tetto del giocano praticamente tutte nel Barcellona e nel Real Madrid. Questo significa che le due principali, fortissime squadre del campionato spagnolo traboccano di bravi giocatori della loro nazione.

L’ eliminata dalla Slovacchia è quasi l’esatto contrario. Della squadra che ha vinto campionato, Coppa e Champions non c’era neanche un rappresentante: sull’unico potenzialmente convocabile – Balotelli – si potrebbe discutere per ore.

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Germania – Uruguay, la vera finale spettacolo

Forlan, un mondiale eccezionale

Forlan, un mondiale eccezionale

E’ innegabile: la partita per l’assegnazione del terzo posto dei mondiali di calcio non suscita le stesse emozioni della finale.

Eppure capita spesso che la sia molto più spettacolare della partita più attesa del torneo.

Probabilmente gioca un ruolo determinante la scarsa tensione che contraddistingue le squadre in campo: poco male se si perde, tanto vale giocarsela fino alla fine.

Sarà per questo che e hanno dato vita ad una gara a dir poco spettacolare, condita da azioni travolgenti e gol incredibilmente spettacolari.

I giovani tedeschi da un lato e i sorprendenti sudamericani dall’altro si sono affrontati a viso aperto, hanno realizzato complessivamente cinque reti e hanno fatto vedere perché sono arrivate così lontano nel mondiale.

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Polpo Paul, il vero guru del calcio

Paul l'onniveggente

l'onniveggente

Pochi al mondo conoscono il nostro Petrarca. Già più famoso, in occidente, James Joyce. Abbastanza conosciuto Miguel De Cervantes, autore di Don Chisciotte. Molto noto Ernest Hemingway.

Abbiamo pescato a caso alcuni grandi scrittori. Avremmo potuto citare attori, cantanti o politici. O anche calciatori, ovviamente.

Nessuno di loro, oggi, è però famoso come il polpo , celeberrima star tedesca di chiare origini italiane che ha snocciolato pronostici riguardo otto dei mondiali, indovinandole tutte e otto, finale e comprese.

Chi ha seguito le vicende del polpo sa che ha previsto vittorie e sconfitte della Germania e i successivi trionfi della .

C’è chi dice che sia attirato dal colore (forse il giallo?), c’è chi insinua che semplicemente il cefalopode veggente si cibi nelle teche a lui logisticamente più vicine.

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La Spagna è Campione del Mondo

Casillas alza la Coppa del Mondo

Casillas alza la Coppa del

Non è stata una delle più belle, ma come è ovvio è stata la più emozionante di questo mondiale contraddistinto dal flop di tante stelle.

Brillano forti invece quelle spagnole, da Casillas a Villa, da Xavi a , da Fabregas impiegato part – time ad , autore del gol mondiale al 116’ minuto di gioco.

E’ stata una partita caratterizzata dall’ennesimo pessimo arbitraggio, funestato dalle poco eleganti intenzioni degli olandesi, i quali non hanno mancato di randellare le Furie Rosse per tutta la partita.

E’ stata la consacrazione del calcio iberico, delle qualità di Barcellona e Real Madrid, dei fenomeni coltivati dai vivai e lanciati alla conquista d’Europa con le loro squadre di .

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Germania – Spagna, vincono i tori scatenati

Il capitano Puyol

Il capitano Puyol

La bella avventura di questa giovane finisce in semifinale, dove i teutonici giocatori di mister Loew non sono riusciti a battere i più navigati atleti di Del Bosque.

La partita è stata equilibrata per tutto il primo tempo, con qualche occasione da una parte e dall’altra.

Ma nella ripresa le Furie Rosse si sono scatenate, tramortendo Schweinsteiger e compagni per almeno venti minuti.

Poi è arrivato il poderoso colpo di testa di Puyol, che ha superato il seppur bravissimo Neuer mandando in porta un cross proveniente dall’angolo.

Da lì in avanti la è solo sprazzi dettati dalla disperazione, mentre Pedro sul fronte opposto si mangia il raddoppio praticamente fatto a causa di un imperdonabile eccesso di egoismo che, vista la situazione ancora incerta, poteva costare carissimo.

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Olanda in finale, il sogno mondiale continua

Van Bronckhorst, sinistro micidiale

Van Bronckhorst, sinistro micidiale

Questa volta è andata come previsto: nella sfida tra le due grandi outsider di questo del , ha vinto la favorita.

Ha vinto grazie ad un immenso , che trascina i suoi nel momento peggiore della partita, quando la Celeste di Tabarez ci credeva e il risultato era ancora in pareggio.

Due missili da distanze siderali avevano aperto i giochi: prima Van Bronckhorst di sinistro, poi Forlan di destro. I due capitani.

All’inizio della ripresa l’ spinge molto e bene, e sfiora anche il vantaggio. Poi ci pensa , alla fine chiude i conti Robben con un preciso colpo di testa.

Minuti finali da brivido dopo il gol di Maxi Pereira al novantesimo, minuti finali che diventano 6 a dispetto dei 3 inizialmente concessi dall’arbitro.

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Germania, per Maradona è sempre un incubo

Klose ha firmato una doppietta

ha firmato una doppietta

Doveva essere la gustosa vendetta consumata a vent’anni di distanza. Invece Maradona ha dovuto inghiottire l’ennesimo rospo a causa della .

Quando due come quella tedesca e quella argentina si incontrano, può succedere sempre di tutto. E benché Messi e compagni fossero giudicati nettamente i favoriti, di certo non si trattava di una partita scontata.

Ma nessuno poteva prevedere una simile catastrofe per l’Argentina e un tale trionfo per la .

Un 4 a 0 sontuoso, imperiale, con il quale e i suoi si ritagliano già un piccolo, importante spazio nella storia di questo .

Il sorprendente Muller, poi , Friedirich e ancora : questa nazionale giovane e operaia stende le stelle argentine, oscurate da una teutonica tempesta.

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Miracolo Olanda, il Brasile è fuori

Felipe Melo disastroso come sempre

disastroso come sempre

I bookmakers non quotavano la partita come se fosse stata un – Isole Far Oer, ma per l’opinione pubblica era qualcosa di molto simile.

La verdeoro di Dunga sembrava ormai destinata a disputare l’ennesima finale mondiale della sua storia, ostacolata solo da quest’Olanda poco stellare e da un , futura avversaria, facilmente superabile.

E invece gli oranje hanno cambiato il corso della storia, vincendo meritatamente una partita conquistata gettando il cuore oltre l’ostacolo.

Bellissimo il gol di Robinho, che firma l’1 a 0 per il . Poi micidiale – per i suoi – l’autogol di , che malgrado il cambio di maglia non poteva diventare ciò che non è.

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