Europa league

Il Porto vince l’Europa League

Il giovane e vincente tecnico Villas Boas

Il giovane e vincente tecnico Villas Boas

L’ennesimo derby lusitano di questo torneo si è concluso esattamente come i bookmakers avevano pronosticato.

Sfuma il sogno della cenerentola Braga, sconfitta dai ben più blasonati connazionali del Porto. La gara è tutto sommato noiosa, e viene decisa dal solito Falcao che a pochi minuti dall’intervallo trova il guizzo per scardinare la difesa degli avversari.

Parca di emozioni, la partita si conclude con questo risultato, consegnando al Porto un’altra coppa internazionale.

Si sprecano gli elogi per il tecnico Villas Boas, allievo di Mourinho balzato agli onori della cronaca italiana per il presunto interessamento della Juventus.

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Europa League, semifinali in salsa portoghese

Falcao ha segnato quattro reti al Villareal

Falcao ha segnato quattro reti al Villareal

Mentre le grandi nazioni del calcio snobbano la pur spettacolare Europa League, il Portogallo evidentemente non si è fatto sfuggire questa ghiotta occasione, piazzando ben tre squadre nelle semifinali.

E dopo il turno di andata, si può dire con assoluta certezza che la finale sarà tutta portoghese. Gli spagnoli del Villareal, dove gioca anche il nostro Rossi, sono stati travolti da un irrimediabile cinque a uno.

Trascinati da un inarrestabile Falcao, colombiano autore di una quadripletta, il Porto ha così liquidato la pratica delle semifinali.

Nell’altra partita ancora tutto aperto. A Lisbona il Benfica vince sì sul Braga, ma solo per 2 a 1. Punteggio che avvantaggia i padroni di casa ma che comunque tiene vivissime le speranze dello Sporting Braga.

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Europa League, il Napoli fermato dal palo

La rete di Marek Hamsik non è bastata

La rete di Marek Hamsik non è bastata

Con l’uscita dei partenopei si conclude ancora una volta nella polvere l’avventura delle italiane in Europa League.

Eppure al Napoli non si può affatto rimproverare nulla. Gli uomini di Mazzarri hanno ampiamente dimostrato di volere continuare in coppa, e il leggero turn over applicato dal mister non ha minimamente influito sul complesso della partita.

I campani trovano infatti il vantaggio con Hamsik, imbeccato da quel Lavezzi straripante ma impreciso sotto porta – poco prima aveva sprecato una facile occasione.

Purtroppo a cinque minuti della ripresa il Villareal mette a segno un devastante uno-due: prima Nilmar, poi Rossi. L’italiano è però ampiamente aiutato da una sfortunata deviazione di Zuniga.

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Europa League, Cavani strappa la qualificazione

Cavani in gol al novantatreesimo

Cavani in gol al novantatreesimo

Uno stadio come il San Paolo, gremito da una delle più calorose tifoserie italiane, si meritava questa partita dalle mille emozioni.

Non c’è da sorprendersi quindi che oltre cinquantamila napoletani siano esplosi di gioia quando, dopo novantadue minuti di sofferenza, il loro bomber spediva la palla in rete e la squadra ai sedicesimi di finale di Europa League.

Gli uomini di Mazzarri sono stati bravissimi a crederci fino alla fine, sin quando Hamsik da calcio d’angolo ha trovato Cavani in area: al resto ha pensato l’uruguagio, che di testa ha superato il portiere della Steaua.

Grandissima la gioia dei sostenitori partenopei, che sulle ali dell’entusiasmo vedono prolungarsi l’avventura e i sogni europei del loro Napoli.

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Europa League, l’inarrestabile Cavani trascina il Napoli

Cavani ha segnato una tripletta all'Utrecht

Cavani ha segnato una tripletta all'Utrecht

Se l’Italia ha ancora una squadra in Europa League lo deve ad un singolo giocatore, arrivato in Campania dall’Uruguay passando prima da Palermo.

Edison Cavani ha dimostrato ancora una volta di essere il trascinatore di questo Napoli, il finalizzatore implacabile capace di tenere a galla una nave che stava affondando.

Una partita iniziata bene ma divenuta subito tutta in salita. Cavani inventa un supergol dopo appena cinque minuti, ma gli olandesi dell’Utrecht ribaltano completamente il risultato portandosi addirittura sul tre a uno, complici alcuni errori individuali della difesa partenopea.

Poi Cavani accorcia, e la rimonta si corona quando l’uruguagio trasforma un rigore conquistato – in maniera piuttosto dubbia – da Lavezzi.

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Europa League, la Juventus eliminata nella bufera

La Juventus nel gelo polacco

La Juventus nel gelo polacco

Bisogna essere onesti: l’eliminazione della Vecchia Signora è maturata con i pareggi col Salisburgo e il medesimo risultato ottenuto in casa contro il Lech Poznan.

Poznan che ieri, forte del gelo siberiano che attanagliava lo stadio, ha bloccato i bianconeri sull’uno a uno dopo novanta minuti giocati sotto la neve ghiacciata.

La società juventina ha fatto di tutto per non giocare. Undici gradi sotto lo zero sono un validissimo motivo per non giocare.

Purtroppo alla fine si è scesi in campo lo stesso, finendo per non-giocare sopra una coltre di neve che ha reso lo spettacolo, soprattutto televisivo, praticamente inguardabile.

I polacchi, andati in vantaggio con Rudnevs, sono stati poi raggiunti da Iaquinta. Il giovane Libertazzi, buttato nella mischia, ha sprecato un’occasione d’oro a pochi istanti dalla fine. Ma di certo non glie ne si può fare una colpa.

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Europa League, sconfitte per Palermo e Napoli

Gerrard ha steso il Napoli

Gerrard ha steso il Napoli

Il cammino europeo delle italiane si fa davvero duro, soprattutto in Europa League. Chi si aspettava un riscatto dei nostri in questo terz’ultimo turno di qualificazione è stato ampiamente deluso.

Mentre Juventus e Sampdoria strappano anonimi – e inutili – pareggi, Palermo e Napoli subiscono due cocenti sconfitte in trasferta con il medesimo risultato: 3 a 1.

I siciliani sono passati in vantaggio con Maccarone, ma l’espulsione di Nocerino al 31’ del primo tempo ha vanificato ogni sforzo.

I padroni di casa del CSKA Mosca non si sono lasciati sfuggire l’occasione, travolgendo i rosanero prima con Honda e poi con la doppietta di Necid.

Rammarico anche per il Napoli, vicino alla storica impresa. All’Anfield Road di Liverpool gli uomini di Mazzarri vanno in gol con Lavezzi, ma gli aggiustamenti corsa del mister inglese Hogdson capovolgono completamente la situazione.

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Europa League, la Sampdoria perde in Ucraina

Gol sampdoriano di Koman

Gol sampdoriano di Koman

Non può essere il freddo del lontano est europeo la giustificazione per la brutta sconfitta rimediata dai blucerchiati in Ucraina.

Ne può esserlo il turn over che Di Carlo ha deciso di effettuare per questa partita, visto che gli uomini in campo erano di un certo spessore e l’avversario tutt’altro che irresistibile.

A questo si aggiunge poi l’espulsione che il giocatore Taison del Metalist Kharkiv ha rimediato all’undicesimo del secondo tempo, lasciando la propria squadra in dieci.

Insomma, una brutta sconfitta per la Sampdoria, che dopo essere andata sotto e aver successivamente pareggiato, si è vista sopraffare malgrado la superiorità numerica in campo. L’incontro si è poi concluso sul 2 – 1 per i padroni di casa.

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Europa League, male le italiane

Pastore non è bastato

Pastore non è bastato

Oltre al pareggio della Juventus il nostro Paese incassa lo 0 a 0 del Napoli contro l’Utrecht, l’1 a 1 della Sampdoria in casa del PSV Eindhoven e la sconfitta patita dal Palermo a Praga, contro lo Sparta.

Tra le tre italiane quella sembrata più in forma è sicuramente la Sampdoria. Di Carlo ha avuto il coraggio di fare turnover e inserire freschi giovani coadiuvati da giocatori esperti come Cassano e Mannini.

Questo gli ha fruttato non solo un importante punto fuori casa, ma anche una partita bella e godibile che i blucerchiati stavano quasi per portare a casa.

Assolutamente anonimo il Napoli, dove il solo Cavani si batte tentando la via della rete. Lo scarso pubblico del San Paolo non gradisce, e ne ha ben d’onde.

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Europa League, delusione Juventus con il Lech Poznan

Chiellini, la doppietta non è bastata

Chiellini, la doppietta non è bastata

Così non va. Che sia campionato o coppa, la Vecchia Signora continua a far patire i suoi tifosi deludendo ogni aspettativa.

Dopo il 3 a 3 ottenuto contro la Sampdoria – tutto sommato risultato accettabile – Del Piero e compagni strappano a fatica lo stesso risultato contro i polacchi del Lech Poznan.

E dire che a pochi minuti dalla fine sembrava che si dovesse gioire per la grande reazione della Juventus. Sotto di due gol, si scatena prima con Chiellini – doppietta – e poi con il Capitano, che ribalta completamente il risultato del primo tempo.

Ma alla fine arriva il terzo gol – tripletta – dell’irresistibile Rudnevs, che da distanza siderale trafigge Mannigner con un missile terra-aria, fissando il risultato sul pareggio.

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