Passione calcio: Mile, una vita per la “Stella Rossa”, tre tentativi di suicidio e ora la casa in eredità
Leggi tutti gli articoli di Valentina di Nino
Il tifo, si sa, è a volte è un’ ossessione, travolgente e totalizzante. Cosi’ lo vive Miodrag Milosavljev, noto con il soprannome di Mile Srbin, 88 anni, ex operatore in un mercato di Belgrado. Lui è talmente attaccato alla squadra del cuore, la “Stella Rossa”, da nominarla addirittura sua erede. Quando morirà, Mile, lascerà la sua casa al club che gli ha dato tante gioie e tanti dolori. La disposizione è scritta nero su bianco, in un regolare testamento. E d’ altronde, tutta la vita di Mile, è stata consacrata all’ amore per la “Stella Rossa”. La casa oggetto della disposizione è un vero e proprio museo della compagine serba: foto d’ epoca, autografi, gagliardetti, cimeli rari, oggetti che raccontano di una vita intera spesa dietro ad una passione che, come tutte le passioni, puo’ portare a gesti estremi, insensati. Nel caso di questo irriducibile supporter,infatti, il lascito testamentario, non sarebbe che l’ultima pazzia. Il signor Srbin, avrebbe tentato il suicidio per ben tre volte, a causa dell’ amore della sua vita.”La prima volta nel 1953″, racconta a “la Repubblica”, “quando nella finale della Coppa di Jugoslavia prendemmo sette gol dal Partizan (rivale concittadina della Stella Rossa ndr). Volevo morire. Ho avuto un infarto, e ho trascorso un mese in ospedale.La seconda volta in Italia, a Firenze. Nella partita di ritorno della semifinale di Coppa dei Campioni, aprile 1957, la Stella Rossa pareggiò 0 a 0 con la Fiorentina e fu eliminata. Decisi di farla finita e mi distesi sui binari della stazione. Volevo morire. Qualcuno mi vide e mi tirò via salvandomi la vita”. Il terzo tentativo nel 1970, ancora per un’ eliminazione dalla Coppa Campioni, da parte del Panatinaikos. “seguii l’incontro alla tv, ma per la disperazione decisi di uccidermi. , mi bevvi una ventina di cognac e fumai due pacchetti di sigarette. Ma non avevo mai bevuto e non avevo mai fumato.” Mile Srbin, cuore spezzato e sciarpa al collo, finì di nuovo in ospedale ma si rimise in fretta, pronto a tornare a sostenere la sua “Stella Rossa”.
